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Priorità LAVORO

Da destra a sinistra, dal centro a sinestra, la solfa è unanime. Bisogna creare lavoro.
L’Italia sta affogando checché ne dica il Premier e le sue ninfe Eco, che lo spappagallano.
Lo dicono i sindacati, suggerendo le solite derive assistenziali. Lo dice l’Opposizione tanto per … criticare.

Il lavoro non si crea con le Partite IVA. Liberalizzare con le “lenzuolate” può essere giusto se non si toglie il necessario a chi lo guadagna a fatica. Dividere il surplus è giusto. Ma chi è in grado di stabilire cosa è il surplus? Lo decide il cittadino, l’Istat o l’ “Autority”. Mi scappa da ridere solo a immaginarlo. Come e chi lo regolamenta il “superfluo”? Anche il superfluo, il lusso e ciò che è inutile generano fatturato, quindi ricchezza e consumi…
Sento dire spesso che bisogna essere concreti, bisogna risolvere i problemi reali del Paese, della Gente. La gente non sono i nostri politici, questa è l’unica certezza che ho!

Soluzioni concrete e reali? Nessuna. Parole, parole, parole. Niente di nuovo sotto il sole. Si va avanti a colpi di retorica e metafore.
Le soluzioni più ricorrenti:
Ammortizzatori sociali, così li definiscono loro. Non sollevatori temporanei di disagio…
E i soldi da dove vengono? Dall’INPS, dalle casse dello Stato…
E chi rimpingua l’INPS e le casse dello Stato? Le tasse dei contribuenti.
Chi paga i contribuenti? I datori di lavoro (INPS e Stato incluso) e le aziende private.
Chi crea soldi freschi (e profitto) ? La aziende private, gli artigiani, i liberi professionisti.
Chi crea ricchezza. Tutti coloro che lavorano (dipendenti e autonomi).
Chi usa la ricchezza? La struttura dello Stato e la politica.
Chi paga le tasse? Tutti quelli che non possono sottrarsi.


Che cosa vuol dire creare il lavoro? “Inventare” un ciclo virtuoso, per cui a seguito di un’azione, o prestazione d’opera, realizzazione di un qualsivoglia prodotto (tangibile o intangibile), si trovi un “fruitore” (si potrebbe dire Cliente o Consumatore) disposto a pagarlo per entrarne in possesso, dando allo Stato la possibilità di tassare il profitto derivante dalle transazioni varie ed intermedie.
Lo Stato e la Politica possono creare lavoro?
Se per lavoro statale s’intende la creazione di burocrazia, lo Stato è un fantastico creatore di lavoro e soprattutto di posti di lavoro, il che non è la stessa cosa…

Con l’assistenza sociale e con gli ammortizzatori sociali, si creano lavoro e ricchezza?
No, ma si consentono sopravvivenza e consumi, nei limiti del possibile e della decenza.
Cosa accade se lo Stato spende più di quanto incamera dai contribuenti?
Aumenta il debito pubblico e può “scoppiare”.
Allora, in assenza di nuove idee, da dove creare denaro nuovo?

Nessun politico ha la risposta… Perché tantissimi fra loro non hanno mai lavorato (nel senso di “produzione”). Hanno sempre vissuto di parole, riunioni, compromessi, accordi, spartizioni, stipendio da Enti o partiti, di mazzette, nonché di favori, di regali, di agevolazioni, di benefici vari, di emolumenti di varia natura…
Quei pochi politici, che erano e/o sono tuttora imprenditori, non si sognano nemmeno lontanamente di assottigliare i loro profitti, aggravando i costi con nuove assunzioni (specie quelle a tempo indeterminato).
Tutti succhiano e fanno succhiare dalla Tetta Madre dello Stato. È più facile dare un assegno sociale, tenere calmi i cittadini e goderne i favori con il voto, anziché procurargli un lavoro produttivo “vero” ( ad esempio, pulire le strade, le spiagge, ripulire le “opere d’arte” dei graffitari dai muri ecc.).

Si potrebbe chiedere a Brunetta, ministro affetto perennemente da sindrome professorale e che ha un altissimo concetto di sé stesso.
O lo chiediamo a Di Pietro, che da immobiliarista potrebbe anche osare investire i propri capitali nella costruzione di nuovi edifici da affittare allo Stato come carceri per Berlusconi e company…?
Forse a D’Alema, se trova il modo di far rendere commercialmente gli “inciuci”.
E Casini… Perché non ci libera di un po’ di disoccupati mettendoli nelle società del suocero?
E che dire di Rutelli che pontifica come se avesse fatto carriera in un posto diverso dai partiti…?

È per questo motivo che abbiamo quindi tanti uscieri e personale ausiliario, nei contenitori come Comuni, Provincie, Regioni, Rai, Enti Utili e INUTILI, Pubblica amministrazione, Musei, Scuole ecc.
E abbiamo tanti invalidi, alcuni anche finti… ma perché indagare? E poi chi glielo dà uno stipendio per vivere?
“Ci sono ben altri problemi”. È questo il motivo ricorrente di chi non considera che il mare è fatto di piccole gocce e soprattutto non vuole capire che i problemi vanno frazionati e affrontati con logica e con il principio della consecutività…

Posti di lavoro possibili? Arruolarsi: esercito, marina, aviazione… VVFF, Polizia…
Ma non si producono soldi freschi…

Farsi ministri di culto: non si producono soldi freschi. Si percepisce uno stipendio come “Concordato”, e le “elemosine” non vanno dichiarate. Nemmeno l’8 per mille.

I veri motori dell’Economia sembrano essere i guai: guerre, delinquenti, morti, distruzioni, catastrofi e simili, nonché l’amore.
Solo i conflitti ricreano le condizioni di ricostruzione, la produzione di nuove armi che prendono il posto di quelle che intasano gli arsenali…
Solo i delinquenti ladri e/o scassinatori creano i presupposti di lavoro per fabbri, vetrai, falegnami, produttori di pezzi di ricambi, assicuratori; perfino gli sceriffi che ritroviamo fuori dalle banche o all’interno dei supermercati devono la loro ragion d’essere ai ladri. Ma questi, più che creatori di lavoro per l’indotto, sono degli incrementatori di consumi. Non obbligano ad inventare nuovi prodotti, salvo allarmi e/o antifurti più sofisticati.
La morte è un’alleata naturale dell’umanità: chi muore lascia tutto quello che ha, crea una tassa per gli eredi (oltre certe cifre) che viene incamerata dallo Stato, fa vendere una bara in più, un servizio funebre o una cremazione, una cerimonia funebre con mancia al celebrante, poi inizia il processo di eternalizzazione (acquisto loculo o tomba, monumento funebre, con marmi e architettura funeraria, fiori a gogò, messe per rinfrescare l’anima del defunto) quasi sempre con possibilità di evasione fiscale.
Le distruzioni di un terremoto ad esempio obbligano alla ricostruzione. Ne abbiamo un tragico esempio per quello che ha distrutto L’Aquila e tutti abbiamo saputo di quei Titolari Costruttori Edili, quegli schifosi sciacalli che hanno brindato per l’evento, per l’Ordine straordinario che la Terra ha procurato loro e che sono stati intercettati.
Dal loro punto di vista, è stata un’occasione d’oro, come l’EXPO, come le Olimpiadi, un Grande evento insomma…
Poi ci sono le catastrofi ambientali che danno una mano: inquinamento dei fiumi, dei laghi, smottamenti, frane, abusivismo edilizio ecc. Anche qui bisogna ringraziare i delinquenti perché creano lavoro, in prima battuta alla Protezione Civile, ma poi a consulenti e liberi professionisti, tutti stipendi e parcelle incontrollabili, specie quelle degli avvocati. E anche agli addetti ai condoni…
Le epidemie (vere o finte) sono un altro buon esempio di creazione di lavoro: si parte dalla comunicazione radio TV/stampa, dalla diffusione dell’allarme, del panico, alla produzione del vaccino. Ottimo business per le Case Farmaceutiche e tutto ciò che ruota intorno ad esse.
Anche l’Amore è un ottimo motore dell’economia. Da quello puro che promuove gioielli, vestiti, regali, fiori, baci di cioccolata e soprattutto matrimoni (e quindi famiglia, figli, cioè nuovi contribuenti) a quello impuro, più chiaramente identificato dal sesso e dal suo mercato: dai sex-shop all’abbigliamento intimo idoneo all’eccitazione, alla pornografia (foto, stampa e video).
E’, quindi chiaro che anche quel tipo di peccato produce consumi e quindi lavoro, ma meno ricchezza da tassazione, perché nel nostro Paese ci si ostina a non tassare la prostituzione. Basterebbe veramente un po’ di pazienza e metodo per stilare un elenco completo dei cellulari di escort, trans, prostitute, massaggiatrici e simili. Risalire poi, alla facciaccia della Privacy, ai titolari e chiedere 740 e spiegazioni sul tenore di vita. Proprio come si fa per scovare evasori e mafiosi.
Il Partito dell’Amore produce lavoro? No, perché è finanziato dallo Stato come tutti gli altri. E, comunque, crea il “lavoro” e quindi il benessere solo degli adepti.
Il lavoro (e quindi la ricchezza) si crea solo econottimizzando le risorse naturali, sfruttando le energie rinnovabili, trasformando i rifiuti in energia, purché il gioco valga la candela…
Il lavoro (e quindi la ricchezza) si crea valorizzando quello che già c’è e che c’è rimasto dopo le varie rapine belliche: il patrimonio artistico italiano…
Il lavoro (e quindi la ricchezza) si crea dando spazio alla musica italiana (incoraggiando i musicisti), alla letteratura italiana (incoraggiando gli scrittori), alla pittura e sembra che tutte queste categorie siano una specie a rischio di estinzione. Per contro editori di libri e di musica non rischiano più un centesimo e chiedono vergognosamente i contributi degli autori… con l’acquisto del numero minimo di copie di libri o di dischi… Non è patetico? Proprio loro che si avvantaggiano dei diritti degli Autori e vivono come parassiti alle loro spalle, senza promuovere azioni di imprenditoria e promozione.
Il lavoro (e quindi la ricchezza) si crea valorizzando la bellezza del nostro Paese, sfruttando il turismo, le coste che abbiamo, evitando di costruirci sopra stabilimenti, industrie e cantieri se non rigorosamente navali.

Dopo questo accenno di lista che potrebbe dilungarsi all’infinito, sfido chiunque a inventare un lavoro che nasca da un’idea nuova, che produca benessere, soldi freschi, profitto in un settore possibilmente nuovo (non certo quella fetecchia della new-economy) e che prescinda da qualsiasi contributo statale.
Tanto per peccare anch’io di metafora: l’idea è quella di un seme che produce un frutto e che inneschi un ciclo virtuoso: con nuovi semi, come in natura, proprio come l’umanità che si perpetua con la riproduzione, pianeta permettendo…

Software e hardware nuovi produrrebbero nuovi sbocchi e quindi applicazioni/lavori; ma sta di fatto che la tecnologia ed il progresso molto spesso ammazzano le vecchie professioni; basti pensare al settore dell’editoria…

Per qualche idea si potrebbe ricorrere alla Fantascienza: ci vorrebbero un teletrasporto, un controllore Meteo, una macchina del Tempo.
Follia? Forse. Ma Leonardo e Verne non erano forse visionari per il loro tempo?

Le foto sono tratte da FreeFoto.com

aprile 12, 2010 - Posted by | campagna elettorale, politica, Uncategorized | , , , , , , , , , , , , , , , , ,

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