Mangox World

Just another way to communicate

Mr. Pantone

In assenza di capacità espressive alternative e di testi significativi, l’unica fissazione di parecchi Responsabili risiede nell’adozione di colori “strani”, raccolti nel campionario PANTONE.
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Finora, ai grafici e agli studi di pubblicità era andata sempre relativamente liscia… Si presentava un bozzetto colorato con pennarelli o con l’aerografo. Non supponendo neppure lontanamente delle possibilità di variazioni specialmente cromatiche e stilistiche, ci si concentrava soprattutto sul messaggio, sulla foto, sullo slogan e non certo sui colori delle “scritte”, del corpo dei caratteri, dello stile degli stessi, definiti in inglese come “font”. A parte il termine pittoresco, il font (o la font?… Boh!) che, tranne per gli studi di fotocomposizione, in passato era disponibile al massimo come trasferibile o in maschere per la composizione di cartelli, imballi ecc., oggi è assurto a vette molto più dignitose. I produttori di questi caratteri, le agenzie di pubblicità, i comunicatori hanno imposto una cultura e una dipendenza, pressoché maniacale, e non solo nel parco Clienti, ma anche nel bacino d’utenza globale di ciò che viene sciccosamente definito come DTP.
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marzo 25, 2007 Posted by | grafica | Lascia un commento