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Volontariato: risorsa o fallimento?

Ove non arriva lo Stato per elefantiasi burocratica, a volte arriva il volontariato.

Quale definizione dare a questo fenomeno?
E’ forse la prova dell’inefficienza dello Stato? Oppure la dimostrazione del gran cuore degli italiani?
Le associazioni di volontariato spuntano come funghi…; sono note come onlus, fratelli di…, sorelle di…, dame di San Vincenzo, nonni-vigili, croci di vario colore quasi tutti operanti in campo sanitario, sociale, scolastico, ospedaliero e sono quasi sempre vestiti o travestiti con matrice pseudoreligiosa. E nessuno si indigna.

Basta cambiare l’oggetto operativo del volontariato e si scatena il putiferio.
Volontari o volontarie della “sanatio concupiscentiae” e i moralisti/gli ecclestiastici si oppongono…
Volontari per la rieducazione ed il recupero dei drogati…E nessuno si ribella, anzi si esulta alla magnanimità di questi volontari.
Volontari per la sicurezza…ed ecco la bomba!!!
NO! Bisogna dare più mezzi e soldi alla polizia… è un compito istituzionale…indelegabile. Creerebbe disordine, che richiederebbe – comunque – l’intervento delle forze dell’ordine.
E a nulla servirebbe attribuire a questi volontari nomi rassicuranti: angeli della notte, tranquillini, camomillini ecc.; sarebbero comunque definiti “ronde”, nient’altro che ronde, siano essi armati di sola pazienza o di corpetto identificatore catarifrangente.

La verità è che, in questo caso, si teme qualcosa, specie da parte dell’opposizione – che di per sé è un’errata definizione –; infatti, si dovrebbe chiamare controllo o monitor del governo.

Il discorso di dare più finanziamenti vale anche per la sanità, per la scuola, per il sociale. Ma lì, stranamente, non si fa sentire nessuno.
Gira e rigira, il problema di ogni governo è e resta lo stesso: la disponibilità di risorse economiche. Quando la coperta è corta, se tiri da una parte, ti scopri dall’altra.
Combatti il terremoto (o meglio cerchi di riparare i suoi guasti) e togli i fondi ad un altro progetto. Allora, come si risolve? Con i soldi, stramaledettissimi soldi.
Da dove prenderli? Dai ricchi capitalisti o dalla lotta all’evasione. Facile a dirsi, ma non altrettanto a farsi.
Qualche mese fa al G20… Fra le altre “enunciazioni” si parlò di lotta ai paradisi fiscali, alla preparazione delle liste nere o black list dei Paesi (“canaglia”?)
Bene! Forse ci si fermerà a quelle. E basta.
Chi sono i Paesi canaglia?
Quelli che comprano le armi che costruiscono europei, russi o americani? O quelli che insabbiano i fondi evasi nelle loro banche e nei loro Paradisi, trincerandosi dietro al segreto bancario?
Fare i neutrali con i soldi degli altri è altrettanto facile quanto fare i finocchi con il sedere degli altri…
La Svizzera – per esempio – siamo proprio sicuri che non abbia alcun coinvolgimento con l’industria bellica? Anche se questo Paese non fabbricasse direttamente armi o macchine utensili per la loro produzione, è il forziere di molti evasori, di delinquenti, di mafiosi, di politici che predicano bene e razzolano male e così via…
Allora – mi si dirà – ogni prodotto può essere usato male… se produco coltelli per uso domestico non posso essere responsabile o corresponsabile per il cattivo uso che di essi si può fare…
E questo vale per ogni altra manifestazione commerciale: dalla comunicazione (pubblicità) ai computer (Internet, pornografia, clonazione di carte di credito, truffe telematiche ecc.)
Che cosa si può fare? Non lo so!
Ma forse se si cominciasse con un prontuario e si rispettasse una “priority list”, la politica potrebbe essere una cosa “accettabile”. Pochi verbi-base basterebbero: eliminare, plafonare, creare, modificare, ridurre, interdire, licenziare, applicare

ELIMINARE i paradisi fiscali, combattendoli con l’embargo.
ELIMINARE il segreto bancario
ELIMINARE la Privacy (unica eccezione: lo stato di salute del singolo cittadino)
ELIMINARE i benefits dei politici e delle caste
ELIMINARE tessere, ingressi di favore ecc. a categorie specifiche: (giornalisti, medici, poliziotti, ferrovieri, insegnanti ecc.)
ELIMINARE gli arresti domiciliari
ELIMINARE gli indulti
ELIMINARE le leggi in conflitto fra di loro
ELIMINARE le scorte ai magistrati, ai familiari ecc.
ELIMINARE i benefits ai politici, anche post-carica
ELIMINARE i senatori a vita (onoreficenze sì, emolumenti no)
ELIMINARE gli Enti inutili (e doppioni)
ELIMINARE i plantigradi della Pubblica amministrazione
ELIMINARE duplicazioni di ruoli/funzioni

ELIMINARE i talk-shows, le trasmissioni diseducative (grande fratello, fattorie e simili…). Esistono già canali tematici a pagamento.
ELIMINARE la legge Merlin
ELIMINARE la SIAE
ELIMINARE il Canone RAI
ELIMINARE i condoni di qualsiasi tipo

PLAFONARE gli stipendi nella pubblica amministrazione
PLAFONARE gli stipendi dei calciatori
PLAFONARE gli stipendi di presentatori e artisti TV
PLAFONARE l’età dei politici per l’eleggibilità: 65 anni
PLAFONARE a due volte ( max. 8 anni in tutto) l’eleggibilità di senatori, deputati.

CREARE leggi severe e serie (non in conflitto fra di loro)
CREARE anagrafe tributaria vera
CREARE posti di lavoro di pubblica utilità: operatori ecologici contro gli imbrattatori dei quartieri, delle strade, dei muri; operatori del traffico che fotografino auto in sosta pericolosa e incivile; operatori che segnalino lavori da far eseguire al Comune ecc.

MODIFICARE i codici civile e penale

RIDURRE le spese e gli sprechi nella pubblica amministrazione
RIDURRE gli stipendi e i benefici dei parlamentari, parametrandoli allo stipendio di un metalmeccanico

INTERDIRE gli inquisiti da cariche pubbliche fino all’assoluzione (nessuno escluso: politici, magistrati, ecc.)

LICENZIARE i giudici che commettono errori giudiziari con obbligo di risarcimento congiunto (50%) con lo Stato, i finti invalidi, gli sfaticati e simili

APPLICARE le leggi esistenti se ritenute valide, PRIMA di complicare la Giustizia con nuove promulgazioni

Questo…tanto per cominciare!

giugno 20, 2009 - Posted by | Uncategorized | ,

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