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Un’e-mail… come tante

Ho appena ricevuto una e-mail allarmistica che pubblico in toto occultando i dati sensibili (quelli del mittente e dei destinatari, per la privacy).

OCCHIO!

 

Avrei dovuto farla girare, ma ho troppo rispetto per Sant’Antonio… e – per ciò che mi ha riguardato– ho spezzato la catena.

Dopo la mail, ho riportato qualche commento ai vari punti.

Approfitto della possibilità di esprimere ancora un’opinione.

In base a quello che leggerete anche questa e mail potrebbe essere fonte di reato.

Non credo proprio… a meno che non applichino la retroattività.

Il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d.L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC) identificato dall’articolo 50-bis: Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet; la prossima settimana Il testo approderà alla Camera diventando l’articolo nr. 60.
Il senatore Gianpiero D’Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo e ciò la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della “Casta”.  

Complimenti per essertene accorto. Penso che almeno sul multicolore della Casta si possa essere d’accordo.

In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog a disobbedire a (o a criticare?) una legge che ritiene ingiusta, i providers dovranno bloccare il blog. 

Si può criticare anche attraverso lettere ai vari giornali, con pubblica affissione con firma dell’emittente, via radio (cb), con la satira, con riunioni, con cortei autorizzati, con scioperi… La disobbedienza è un’altra cosa. L’invito a disobbedire è da sempre un reato. 

L’insulto è squallido. Non so se è illegale, ma resta una forma di offesa, più o meno blanda, che resta sempre impunita, salvo querela da parte dell’insultato.

Questo provvedimento può far oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all’estero; il Ministro dell’Interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può infatti disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.
L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore; la violazione di tale obbligo comporta per i provider una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000. Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’apologia di reato oltre ad una pena ulteriore da 6
mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali.
Con questa legge verrebbero immediatamente ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta! 

E’ solo un faccia operativa apparentemente diversa da quella che la MAFIA applica. E’ comunque eliminazione “fisica” dei detrattori, degli avversari politici. La MAFIA non perdona…  Lo STATO diventato CASTA… neppure. Lo  STATO DEMOCRATICO… forse.

In pratica il potere si sta dotando delle armi necessarie per bloccare in Italia Facebook, Youtube e *tutti i blog* che al momento rappresentano in Italia l’unica informazione non condizionata e/o censurata. 

Se saranno in grado di  risalire alla fonte e oscurare siti, perché non si impegnano a bloccare le frodi informatiche e telematiche (come si propongono di fare negli USA)

Vi ricordo che il nostro è l’unico Paese al mondo dove una “media company” ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento.
Il nome di questa media company, guarda caso, è Mediaset !!!!!!!

Ti pareva…!!!

Quindi il Governo interviene per l’ennesima volta, in una materia che, del tutto incidentalmente, vede coinvolta un’impresa del Presidente del Consiglio in un conflitto giudiziario e d’interessi. 

Se tocchi la tasca e i privilegi a CHIUNQUE, avrai una reazione. Figuriamoci se quel CHIUNQUE è il più ricco d’Italia… che intende restar tale. Di cosa ci meravigliamo?

La cosa che intristisce maggiormente è che non si possa trovare un uomo giusto, inattaccabile, incorruttibile, esemplare, forte della sua onestà. 

Anche i piccoli roditori (di destra, di centro e di sinistra) che attorniano i grossi predatori hanno da perdere ed è per questo che lo sostengono.

 
Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di normalizzare con leggi di repressione internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare. 

(Questa impotenza di controllo fa incazzare CHIUNQUE)

Tra breve non dovremmo stupirci se la delazione verrà premiata con buoni spesa!
Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet in Italia il governo si ispira per quanto riguarda la libertà di stampa alla Cina e alla Birmania. 

Vogliamo parlare anche di altre libertà? Di religione, di sesso, di educazione, di abbigliamento, di culto…

Gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati il blog Beppe Grillo e la rivista specializzata Punto Informatico.

Beppe Grillo lo conosco e lo seguo. Ne condivido la rabbia al 100 %. Ma non mi piace la sua onnipotente licenza di insultare tutti, con epiteti poco gradevoli.

Perché non si limita a diffondere informazioni?  a risvegliare le coscienze? senza insultare…

Non credo gli piacerebbe essere definito testa di indivia o (anagrammando) d’invidia!!!

Intanto la sua Azienda gli rende e molto. Ha bisogno delle coscienze addormentate da risvegliare, specie se quelle coscienze si ribellano e si indignano stando comodamente sedute dietro ad un computer, navigando su Internet, con un bicchiere di whisky ed una sigaretta tra le dita, possibilmente in pigiama o in mutande,  sentendosi parte dell’armata YouTubone, dove tutti si armano, ma nessuno parte per lo scontro fisico.

Fai girare questa notizia il più possibile per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli italiani perché dove non c’è libera informazione e diritto di critica il concetto di democrazia diventa un problema dialettico.

Cos’è un problema dialettico?

giugno 20, 2009 - Posted by | Uncategorized

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