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Votare o non votare? Questo è il dilemma…

A pochi giorni dal voto, per la prima volta, dopo tanti anni, mi si presenta questo dubbio. Bene o male mi sono sempre riconosciuto in qualche partito, anche se spesso ho votato tappandomi il naso, scegliendo quello che ritenevo in quel momento il male minore.

 Destr, sinistr, avanti march

 Ma… ALT!!! Stavolta me lo dico da solo.

 

Sono anni che facciamo i burattini di questi parolai, di questi imbonitori, che — scava scava —

mostrano di saper fare bene una sola cosa: i fatti propri.

Ci sanno affascinare, sfoderano sorrisi da bravi ragazzi (si fa per dire… vista l’età), ma sono dei caimani, incrociati con cobra e tarantole, rapaci capaci di non far scoprire le proprie magagne se non c’è qualche traditore, qualche magistrato impiccione o qualche soffiata di conti esteri. Non abbiamo scampo perché i “politosauri” sono onnipresenti sui manifesti per strada (che paghiamo noi), nelle trasmissioni televisive (che paghiamo noi), nei giornali (che paghiamo noi).

C’è perfino chi pensa di essere l’unico a salvarci, soltanto perché in medio stat virtus.

E tanti altri si sentono all’altezza di modificare e osteggiare i due big.

 Intanto, ho saputo di recente che in Italia siamo arrivati a 51 partiti (finanziati), qualcosa come 31 quotidiani (finanziati) che vanno a sommarsi alle innumerevoli forme di spreco (finti pensionati, enti inutili, sprechi statali, costi della politica e dei politici, lentezza della macchina pubblica, costosa ed inefficiente burocrazia)

L’informazione ufficiale non ci aiuta. E, in TV, che proliferazione di rubriche: approfondimenti, interviste dirette, opinionisti, politologi, sondaggisti… mancano solo i futurologi e i maghi.

 Poi ci vengono a parlare del PIL, del debito pubblico…

E, a sentire ogni partito, hanno tutti ragione… ma ormai abbiamo visto quanto male razzolino TUTTI.

 Cosa fare? Votare o non votare?

Con il voto utile, ci hanno anche messo la pulce nell’orecchio…

D’altronde, che voce in capitolo abbiamo veramente? Più che eleggere, ci hanno obbligato a selezionare chi già deciso da loro.

Da Cosa Nostra son passati direttamente a Cosa Loro.

E i piccoli? Hanno solo la rabbia e la voglia di opporsi? O hanno anche le palle?

Se qualcuno riesce ad infilarsi, potrà solo fare “ammuina”, senza influenzare più di tanto le decisioni parlamentari. (Questa è la democrazia: un grande condominio in cui tutti, a prescindere dai millesimi posseduti, possono forse esprimere la propria opinione, ma che devono soccombere alla maggioranza). Una cosa è certa, non basta avere le idee, i valori e le belle parole, espresse in programmi. Bisogna saper fare.

A Napoli, esiste un’espressione molto particolare: “A pazziella ‘mman ‘e criature” (Vuol dire: che un giocattolo dato in mano ai bambini non deve essere di valore, per evitare che il giocattolo si rompa per imperizia e per poca destrezza). L’Italia non è un giocattolo. Va governato da competenti. Penso che gli Italiani non siano stanchi della politica, ma dei politici. Mi pare che ci sia una bella differenza…

Grazie alla posta elettronica, ad Internet, alla rapidità della comunicazione libera, grazie anche ai blog e ai Beppe Grillo (perché no?) ormai siamo al corrente di tante magagne, schifezze e fetenzie dei nostri partiti, di tutto quello che pomposamente viene definito l’arco costituzionale… Non dipendiamo dalla televisione e dai giornali di parte! E sappiamo le vergogne, le malefatte e le porcate di tutti, ma non tutte…

Gli scandali si tiran fuori nei momenti di bisogno. In questo periodo, i contendenti “major”

pare che si sputino in faccia di tanto in tanto, ma non più di tanto. Inciucio in vista? Boh?

Ogni governo ha fatto qualcosa di buono e di meno buono. Basta non partire sempre prevenuti…

Una cosa è certa: Non si governa con gli slogan, con i simboli, ed è proprio inutile basarsi solo su belle immagini, arcobaleni, soli nascenti, spighe, croci, fiamme, bandiere per non citare altri prodotti della terra…

 Per la prima volta, io invidio. Provo invidia per chi sa chi votare, perché è convinto, si è lasciato convincere, perché gli conviene o perché crede.

Chi in politica la pensa differentemente da noi, quasi sempre ha un modo diverso di approcciare, ma i problemi restano gli stessi.

 

PD or not PD? This is the question.

TO BE(rlusconi) OR NOT TO BE(rlusconi)? This is the question.

E gli altri? Non so.

 Chiunque voglia convincermi non potrà che usare parole, parole, parole… O no?

 

 

 

Sarà un voto a perdere o voto a rendere…?

 

Dipende dall’ottica!

 E se non voto, se non esercito il mio diritto/dovere, chi favorisco, chi punisco?

 

 

 

aprile 9, 2008 - Posted by | elezioni, in medio stat virtus, partiti, politica, votazioni, voto a perdere | , ,

4 commenti »

  1. Io ho sempre votato ma questa volta voterò per il PNV (Partito del Non Voto).
    Il limite della tolleranza é stato ormai troppo superato.
    Ancora pochi giorni fa una trasmissione televisiva ha riportato d’attualità il rimborso per spese elettorali attribuito ai partiti, superiore di numerose volte alle effettive spese.
    E questo cos’é se non la riproposizione del finanziamento pubblico ai partiti, che avevamo contestato addirittura con un referendum?
    Bene, anche in questa occasione, i nostri signori rappresentanti se ne sono infischiati del parere del popolo e sono riusciti ad aggirarne le decisioni coniando leggi by partisan che hanno vanificato i nostri voti.
    Tutti d’accordo, ovviamente! Ma poteva essere altrimenti? A ben altre cose ci hanno abituato.
    E così forza con i rimborsi, paga Pantalone! (Gli stipendi dei nostri rappresentanti in Europa sono di gran lunga i più alti di tutti).
    E questo non é che un esempio di quanto la “casta” se ne infischi di noi.
    Sono stufo di tapparmi il naso (l’anima di Montanelli mi perdoni).
    Perché non votare?
    Perché mi immagino che chi entra in cabina debba pensare che il suo voto non sia uno dei tanti, ma sia decisivo per il futuro politico della nazione.
    Ora, onestamente, chi gratificare di tale scelta?
    Nei due rami del parlamento chi tira le fila delle decisioni sono soltanto una decina di personaggi (ad essere buoni), sempre quelli, gli altri 600 (circa) sono solo delle comparse pilotate, spesso neanche presenti.
    Mi piacerebbe uscisse dalle elezioni una percentuale eclatante di non votanti, non perché creda che questo impressioni più di tanto gli eletti (loro saranno troppo impegnati a soddisfare le proprie lobbies, anche solo per accorgersene), ma perché anche l’Europa si avveda che gli Italiani non sono d’accordo con il comportamento dei propri rappresentanti, ma, dato il sistema, non sono in grado di sostituirli.
    E poi, in fondo, un botta di ottimismo. Ma li avete sentiti? Tutti hanno identificato i problemi dell’Italia ed anche il modo per risolverli. Dunque perché preoccuparci di chi vincerà le elezioni? Chiunque sia sarà il nostro salvatore.
    Il 13 aprile quindi … tutti al mare…!!!
    Ramses

    Commento di Ramses | aprile 10, 2008 | Rispondi

  2. io non voto innanzitutto perchè cittadino campano. Non bastasse la monnezza, la benzina più cara d’italia, la sanità più costosa (il 60% del bilancio regionale) e meno efficiente, mi troverei ,se votassi per l’area per la quale ho sempre votato (sinistra), a mandare in parlamento la cricca bassolinaniana (in testa la sigra Carloni moglie-compagna del governatore) ed il freqeuntatore di trans, alias Sircana (nulla contro i gusti sessuali personali ma uno che ha funzioni istituziuonali ed è già stato sputtanato non era il caso di riciclarlo proprio in campania..ma giustamente ci mandano i rifiuti tossici…!).
    Di berlusconi e la sua banda non ne parliamo nemmeno: è veramente uno psiconano.
    La mia è decisione sofferta perchè non dimentico che molti sono morti per ottenere il suffragio universale ma ormai le regole della democrazia sono stravolte e noi cittadini siamo i sassolini da schiacciare (dopo essere stati blanditi) sotto il peso delle tasse, delle banche, delle assicurazione, dei petrolieri, della burocrazia inefficiente. Basta: il non voto è l’unica forma di prostesta che vedo in qiuesto momento.
    Non votare e non far votare

    Commento di giampiero | aprile 10, 2008 | Rispondi

  3. Per me votare è un dovere specialmente ora che Bassolino ha avuta la faccia tosta di candidare la moglie alla camera,così come Fassino ed altri.
    Veltroni è solo la copertina nuova di un giornale usato.
    Vai a votare anchè tu e vota bene, come ai sempre fatto.
    Ciao Emilio.

    Commento di Emilio Siciliano | aprile 11, 2008 | Rispondi

  4. Di una cosa sono assolutamente certo: bisogna andare a votare.
    Per prima cosa è fondamentale che i politici sappiano che ci siamo anche noi, e non gli abbiamo consegnato definitivamente l’Italia.
    Inoltre, con il sistema delle schede elettorali, la possibilità di controllare se una persona è effettivamente andata a votare è praticamente un’utopia.
    Mi spiego meglio: quando andiamo a votare, l’unica “traccia” che lasciamo nel seggio è una firma, perchè non ci sono più le cosiddette fustelle, che una volta si staccavano dalle schede che ci recapitavano a casa prima di ogni elezione.
    In altre parole, a meno di andare a casa di 47 milioni di elettori (a controllare il timbro del seggio elettorale sulla scheda), non è possibile sapere con esattezza quante di quelle firme sono autentiche. Di sicuro i brogli elettorali sono un’invenzione di qualche politico, ma assecondarne le paranoie per una volta non dovrebbe farci troppo male. E poi chissà, si potrebbe anche incontrara una scrutatrice carina…

    Quello che scrivi sulla scheda è tutta un’altra cosa invece. Personalmente applicherò la regola della “par condicio”: li voterò tutti. Una bella croce su tutti i simboli, così nessuno si dispiace.
    Parlano tanto di indecisi in queste ultime ore, sperando di carpire i nostri voti. Ma io indeciso non lo sono affatto, perchè voglio stare dalla mia parte, e se nessuno dei due o tre candidati mi convince, a questo giro passo la mano.
    Lascio decidere agli altri, e resto nell’ombra, nè destra nè sinistra: un’incognita assoluta, un elettore da conquistare con i fatti e non più con le chiacchiere. Hanno quattro anni per convincermi.
    Chi vorrà il mio voto alle prossime elezioni, governo o opposizione che sia, dovrà fare di tutto per meritarselo, e lavorare bene, temendo che potrei uscire dall’ombra e votargli contro. Più saremo e più dovranno temerci.
    Ed infine, andrò ad annullare la mia scheda perchè non voglio che queste elezioni le vinca l’ingovernabilità, la politicomicità, i teleprofessoristi, gli scrittori travagliati e i giornalisti accatastati. A conti fatti in questo periodo il populismo vende bene, soprattutto in libreria, mentre il paese affonda.
    L’italia ora più che mai ha bisogno di essere governata, e l’esperienza insegna che il lupo può essere il migliore guardiano di un gregge di pecore. Basta fargli passare l’appetito.

    Commento di Ghigno di Tarlo | aprile 12, 2008 | Rispondi


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