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Lettera al Presidente della Repubblica Italiana

Illustrissimo Signor Presidente!

Lei trova regolare che un onorevole, di sesso maschile (all’anagrafe), sieda in Parlamento, vestito come una donna (anche se in pantaloni) e si faccia chiamare “Vladimir Lussuria”, anziché usare il suo reale cognome?
E, invitata alle trasmissioni TV, (specie quelle in cui è molto competente: trans e prostitute di contorno) è corretto che la chiamino Signora? Semmai, TRANSignora
Presidente, ci metta un freno, almeno Lei.

Mi sorprende che le donne italiane non si sentano “offese” per l’equiparazione.
Secondo me, se posso ancora godere della libertà di espressione, senza ledere quella altrui, i gay in Parlamento non dovrebbero travestirsi o esibire ornamenti femminili (orecchini, tacchi, rossetto).
L’onorevole Guadagno può fare quello che vuole, ma in privato o in Teatro. Qualora rivesta il ruolo di parlamentare, o sia presente in TV con tale ruolo e competenza, si vesta come gli altri. Non s’inventi autodefinizioni fantasiose… Transgender? Ce lo spieghi in italiano…
Credo che la sua vita privata non debba interferire con il ruolo pubblico per cui si è fatto (a) eleggere…. ma teoricamente è un maschio.
Il PARLAMENTO é la sede dei Rappresentanti del POPOLO, anche del popolo gay, che rispetto come qualsiasi altro essere umano e forma di vita.
Ma NON è un TEATRO, nonostante proprio al Parlamento assistiamo alle performance di pietosi teatrini…
Visto che questi travestiti piacciono tanto ai conduttori (credo più per anticonformismo e audience, e esibizionismo riflesso) che si facciano programmi “dedicati”.
Si faccia un canale su SKY, tutto per loro… Non certo per discriminazione, ma per elezione, come le partite per i maniaci del calcio!
Ma in Parlamento, non bisognerebbe travestirsi.
Ha un bel dire l’onorevole, che con i vestiti da uomo si sentirebbe un “travestito”.
Un politico “gay” dichiarato o non — e ce n’è forse più di uno — in Parlamento e fuori, si veste regolarmente.
.

dicembre 23, 2007 - Posted by | Filmato Mussolini/Luxuria, gay, luxuria, Parlamento, Presidente Napolitano, Transignora, travestitismo

5 commenti »

  1. Caro Mangox,

    sinceramente penso che nessuno più che un parlamentare andrebbe valutato per le idee e l’onestà piuttosto che per l’apparenza.

    Vladimir Luxuria siede in Parlamento per tentare di rappresentare, a testa alta, un gran numero di persone a cui la società chiede di non uscire allo scoperto. Ben venga dunque la sua estrosità.

    Mi auguro nel contempo che un giorno non ci sia più bisogno di avere una Vladimir Luxuria in Parlamento, perché quel giorno la società Italiana avrà imparato a rispettare la libertà degli individui ed avrà preso coscienza del valore imprescindibile che é la laicità dello Stato.

    La saluto con amicizia,

    Sergio

    Commento di Sergio | gennaio 7, 2008 | Rispondi

  2. Caro Sergio,

    forse non mi sono spiegato abbastanza.
    Non mi permetto di giudicare la persona, le idee, le tendenze.
    Non sono d’accordo con la definizione di estrosità.
    Sono d’accordo con la laicità dello stato, che nulla ha a che fare con la mia richiesta:
    Nome e Cognome ufficiale degli eletti al Parlamento. Niente nome d’arte, in quella sede e in quella carica.
    Non mi pare che io stia discriminando qualcuno…

    Ricambio i saluti e l’amicizia

    Mangox

    Commento di mangox | gennaio 8, 2008 | Rispondi

  3. Gentile Mangox,

    mi ha fatto piacere leggere che il busillis sia solo lo pseudonimo.

    Una ricerchina su google mi ha subito restituito questa autorevole pagina:

    http://www.camera.it/_dati/leg15/lavori/stenografici/sed001/s120.htm

    da cui traggo, a pagina 31:

    […]
    e che, ove ammesso dall’Ufficio centrale circoscrizionale, esso sia riportato anche nei manifesti con le liste dei candidati ed i contrassegni, in modo tale che, attraverso, appunto, la specificazione dello pseudonimo, gli elettori possano identificare e riconoscere un candidato.
    Tale è il caso dell’onorevole Wladimiro Guadagno, detto Vladimir Luxuria, così denominato in sede di candidatura, la cui proclamazione da parte dell’Ufficio centrale circoscrizionale competente è avvenuta riportando sia il suo nome anagrafico sia lo pseudonimo. Tale è anche il caso dell’onorevole Alì Khalil detto Alì Raschid.
    Queste sono le motivazioni di carattere giuridico che inducono la Presidenza provvisoria ad ammettere l’uso dello pseudonimo nella seduta odierna e, conseguentemente, nei resoconti, proprio in coerenza con l’impiego che legittimamente ne è stato fatto quale strumento di identificazione nel procedimento elettorale e presso gli elettori.
    Vorrei però ricordare anche gli aspetti di prassi che, come sempre, assumono particolare rilievo nella vita parlamentare. Non mancano infatti precedenti di richiesta di utilizzo dello pseudonimo in luogo del nome negli atti parlamentari.
    Vi sono anzitutto i numerosissimi casi di sostituzione abituale del nome anagrafico con un altro, comunemente utilizzato nella vita pubblica quale strumento di identificazione personale. A titolo di esempio, ricordo i casi degli onorevoli Marco (anziché Giacinto) Pannella, Ombretta (anziché Battistina) Fumagalli Carulli, Bobo (anziché Vittorio) Craxi.
    Vi sono anche casi di utilizzo negli atti parlamentari dello pseudonimo in luogo del cognome: Ombretta Colli anziché Comelli, Carla Stampa anziché Stampacchia, senza rifarmi al precedente illustre dell’onorevole Ignazio Silone (all’anagrafe Secondo Tranquilli), proclamato deputato dell’Assemblea costituente, il 18 luglio 1946, con indicazione del nome e dello pseudonimo, e poi menzionato negli atti parlamentari e nelle chiame per le votazioni con il solo pseudonimo, e senza richiamare, più di recente, il caso dell’onorevole Alberto Pincherle, deputato al Parlamento europeo dal 1984 al 1989, nominato negli atti parlamentari di quel consesso come Alberto Moravia, pseudonimo usato anche in sede di candidatura.
    […]

    Ora Le chiedo una opinione personale: se Ombretta Colli si fosse candidata come Ombretta Comelli, pensa che avrebbe avuto le stesse chances di essere eletta?

    A presto,

    Sergio

    Commento di Sergio | gennaio 8, 2008 | Rispondi

  4. Caro Sergio,

    apprezzo molto la tenacia e la costanza con cui porti avanti le tue argomentazioni e … complimenti per la ricerca, che ho ripercorso senza trovare quanto segnalatomi. Ma ci ritornerò…
    Non mi sottraggo alla risposta.
    Se Ombretta Colli (cantante già molto nota da anni e molto esposta in televisione, moglie del grande Giorgio Gaber) si fosse candidata come Ombretta Comelli, avrebbe avuto forse meno chances di essere eletta, a meno che sulla scheda elettorale, non ci fosse stata la doppia versione. Ma questo vale per tutti. L’identificazione del candidato da votare, mi pare una operazione antecedente al voto, ed avviene in campagna elettorale. Per questo vengono sprecati tanti manifesti per pubblicare quelle belle faccione sorridenti, accattivanti e bellamente ritoccate. Nella cabina elettorale, solo qualche sprovveduto e superficiale mette a caso il segno della croce. Chi va a votare, anche in caso di indecisione, dovrebbe sapere chi votare. Se non lo sa, fa i soliti casini che fanno annullare la scheda… oppure la lascia in bianco.
    Ho idea che, il “nome d’arte usato” può aiutare per la campagna elettorale del candidato … ma non è essenziale per l’esercizio delle proprie funzioni, una volta eletto.

    Grazie, comunque, per l’esercizio verbale e per l’interesse manifestatomi.

    Con simpatia e ammirazione

    Mangox

    Commento di mangox | gennaio 12, 2008 | Rispondi

  5. Caro Mangox,

    La ringrazio della cortese risposta.

    Per la cronaca, il testo citato non é altro che il resoconto stenografico della Seduta n. 1 del 28/4/2006 della Camera dei Deputati.

    Nella fattispecie, il Presidente provvisorio della Camera risponde ad una domanda posta dal Deputato di AN Roberto Menia il quale, per caso, esprimeva la stessa Sua perplessità circa l’uso dello pseudonimo.

    Ora aspettiamo la risposta del Presidente della Repubblica😉

    A presto, continuerò a leggerLa.

    Con simpatia,

    Sergio

    Commento di Sergio | gennaio 12, 2008 | Rispondi


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