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Garibaldi. E se non fosse eroe?

Il 7 mattina (novembre 2007) ho ascoltato come di consueto la rubrica di Enrico Vaime (Omnibus La7). Premetto che ho sempre ammirato il suo humour e il suo stile. Sono sempre stato d’accordo con lui e con le sue opinioni fino alla trasmissione citata in cui parlava dell’Eroe dei due mondi.
Si è piuttosto risentito contro qualche gruppo di dissidenti che – in occasione del bicentenario di Garibaldi – sostenevano che l’eroe non era proprio il massimo…

È difficile schierarsi correttamente perché:

1) bisogna avere le prove documentarie del suo eroismo o del suo contrario.
2) a distanza di tanti anni non si può disporre di testimonianze dirette
3) anche se per assurdo ci fossero ancora o se in passato ci furono testimonianze umane, bisognerebbe provarne l’attendibilità.
4) la storia si può scrivere e “riscrivere”
5) se si possono produrre “documenti” bisogna provarne l’autenticità e l’integrità (perizie calligrafiche incluse)
6) esistono libri di autori che sostengono esattamente il contrario (edizioni CONTROCORRENTE)
7) un fatto riportato con l’opinione del narrante è già una verità alterata
8) ciò che ci viene propinato a scuola, ci sembra Vangelo, data la tenera età dei bambini delle elementari e dei ragazzi delle medie; ma il condizionamento continua fino alle superiori…
9) Anche nel caso delle sacre scritture, c’è una marea di persone che dubita della loro autenticità e alcune versioni vengono tacciate come apocrife
10) non si può non considerare il “disturbo” e il “libero e incondizionato adattamento” del traduttore nella lingua “target”
11) per verificare la veridicità di un fatto bisogna dedicare troppo tempo… ed è per questo motivo che – anche per altre accezioni – facciamo finta di accontentarci e di fidarci dell’ISTAT e dei sondaggi d’opinione. Non possiamo fare altrimenti, perché per svergognare dei mentitori dovremmo dedicare anni a provare che una certa notizia o situazione non era vera, ed una volta contraddetta… non gliene fregherebbe più niente a nessuno, in quanto obsoleta.
12) Chi vince ha ragione e scrive la storia.
13) la storia non può avere un valore intrinseco obiettivo ed universale, in quanto è un reportage (annali) fatto da uomini, ed in quanto tali, condizionati da background, convinzioni, cultura, tendenze e interessi personali ecc.
14) ora che ci sembra di avere la storia in pugno, perché la viviamo quotidianamente attraverso i TG costruiti ad arte, ci rendiamo conto che una stessa notizia viene condita e servita in modo diverso secondo la corrente politica del TG.
15) se lo scontro per le Televisioni fosse solo una questione di preminenza sul mercato pubblicitario, non ci sarebbe tutto il caos esistente in materia di comunicazione TV e relativa legislazione. La TV (e i Telegiornali) servono a condizionare il nostro cervello
16) paradossalmente si dà per certo e vero quanto viene propinato dalla TV e dai telegiornali, come accadeva prima solo con la carta stampata (e la gente si ritagliava le notizie… come prova inconfutabile)

Il fatto stesso, caro Vaime, che Lei possa disporre di uno spazio così importante su La7, meritatissimo sia per maestria di eloquio sia per simpatia matura, Le conferisce una situazione di privilegio e di credibilità (in sostanza di autorevolezza) che un suo coetaneo di eguale preparazione, ma non esposto, non avrà mai.
Per questo, credo che fosse inutile e arbitrario il suo biasimo contro chi non ritiene Garibaldi né una degna persona, né tanto meno un eroe. Se ci tiene proprio ad approfondire questa questione ( ammesso che glielo consentano) perché non invita i denigratori ad un contraddittorio? Finalmente sapremmo se alle elementari ci hanno detto una verità o ci hanno raccontato delle favolette: ovviamente con prove alla mano. Le parole e le opinioni alla nostra età non bastano più.
Anziché abbuffarci di immagini di repertorio quasi sempre uguali sull’ultima guerra, sui tedeschi, su Hitler e Mussolini, perché RAI 3 non varia un pò il tema? L’abbiamo capito fin troppo bene che il fascismo, i genocidi, gli stermini, il razzismo e le dittature ci hanno fatto paura e che non sono desiderabili. C’è perfino chi (vedi Capo dell’Iran) nega l’olocausto…
Perché non si invitano competenti, anche in dissenso fra loro, a parlarci della storia d’Italia?
Signor Vaime, la storia non è matematica o scienza, con formule inconfutabili e dimostrazioni di teoremi.
Con la storia, con la politica, con la morale, con la religione si può dire tutto e il contrario di tutto, fin quando ci sarà libertà di espressione e di opinione.
Piuttosto, se può, cerchi di influenzare chi ha potere perché si faccia una televisione sempre più formativa, creativa, ricreativa e obiettiva.
La cronaca sia pulita da pettegolezzi, sensazionalismo e imprecisioni.
Meglio non dare una notizia anziché darla approssimativa, incompleta o parzialmente vera (o falsa: dipende dai punti di vista).

novembre 12, 2007 - Posted by | bicentenario di Garibaldi, eroe dei due mondi, Garibaldi, Vaime

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