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Just another way to communicate

Parole, parole, parole…

Questo vecchio successo di Mina potrebbe essere la sigla o il Leitmotiv di qualsiasi dibattito politico dei nostri giorni (ma a dire il vero, per l’astrattezza dei concetti e la difficoltà di realizzare in pratica tutti i bei propositi e concetti della politica, è presumibile che fosse in auge anche in passato… al tempo dei λογοι, λογοι, λογοι oppure dei verba, verba, verba).

E d’altra parte, quali altri mezzi o strumenti economici potrebbero essere usati per catturare i voti degli elettori, se non le parole che sintetizzano concetti, speranze, promesse, programmi, idee e ideali?
Possibili soluzioni, più tangibili e talvolta costose, sono:

• elargizione di danaro (ad esempio:bustarelle, pensioni fasulle, borse di studio e assegni assistenziali…)
• raccomandazioni (per la scuola, per la banca, per l’ospedale, una volta per l’esonero militare, per i concorsi pubblici…)
• favori di varia natura (dal sesso, ai posti in tribuna allo Stadio, o alla poltrona alla Scala, o alla RAI)
• assegnazione posti di lavoro, supplenze, cattedre, primariati
• regali vari (dall’abbonamento omaggio a spettacoli alle vincite misteriose…)
• promozioni (sul mondo del lavoro pubblico e privato)
• visibilità (inviti a trasmissioni televisive, interviste, ecc.
• nomine, titoli e cariche (cavalierato, commenda, premi per meriti speciali ecc.)

Ma l’uso delle parole è più facile, più comodo e – a parte i potenti mezzi di registrazione esistenti ¬– è possibile dimenticarle, rimangiarsele e non mantenerle.

La vera risorsa della Politica o, meglio, dei Politici è il TEMPO.
Basta dare uno sguardo al nostro parco-politici attuale… Salvo qualche “estinto”, i fuoriusciti dopo il Big Bang di Tangentopoli, sono ritornati come Zombies, strisciando silenti lungo i muri del Palazzo, del Partito… e sono ancora lì, più radicati che mai e “lavorano” con quelli che possono mettersi in primo piano in quanto non (ancora) inquisiti.
I nomi? Li sappiamo tutti… basta sfogliare la preziosa carta dei giornali vecchi (c’è chi ama archiviarli…) o rivedere videocassette anche amatoriali di vecchi TG, per fare un ripasso!
Il tempo serve a tutti, ai politici che fanno le promesse e ai cittadini che hanno il diritto e l’obbligo di dimenticarle.
E, una volta per tutte, voglio denunciare l’abuso di un termine molto in voga dopo il successo del libro “la Casta” e dopo il V-Day di Beppe Grillo: antipolitica. Tutti gli addetti ai lavori lo stanno usando (incluso il Presidente della Repubblica) e i più ne stanno abusando. Non c’è antipolitica o disaffezione alla politica… C’è solo una dichiarata presa di coscienza da parte dei Cittadini che i Politici hanno esagerato, stanno esagerando e continuano a farsi gli affaracci loro, strafottendosene del Paese, recitando i loro tristi copioni nel Palazzo. E, continuando a chiacchierare di welfare, a parlare di rientro nei parametri dettati dall’Europa, c’è chi si esibisce a denunciare ai disonorevoli colleghi che le famiglie non arrivano nemmeno a metà mese, altro che fine mese, mentre i loro stipendi mensili sono superiori a quelli annui di un operaio medio. Parlamentari che si godono una lauta pensione già da qualche lustro discutono l’età pensionabile degli italiani e la definizione dei lavori usuranti.
Un ministro delirante e scoppiato vaneggia frasi come: “le tasse sono bellissime”.
Il rincaro dei prezzi e il costo della vita, anche se toccasse lo stipendio dei parlamentari non sarebbe concretamente avvertibile, cioè non intaccherebbe il loro benessere. La loro paura è solo quella di non arrivare a fine legislatura. Per il carovita non c’è problema: c’è sempre la supermensa del Palazzo…
I nostri politici non vivono la vita reale… e vivono in discesa perché tutto è semplificato: dal posto macchina, al costo della stessa, dall’assistenza sanitaria del Primario al posto prioritario e privilegiato in Ospedale, dagli appartamenti prestigiosi e miracolosi che prendono in affitto a prezzi ridicoli alle agevolazioni di cui godono ovunque. E potrei continuare ad libitum… solo per ribadire il concetto che “ i politici non sono il pulpito giusto per predicare che la vita è cara”.
Il termine giusto è “ANTI-POLITICI” e non “ANTIPOLITICA”.
Mi sembra ci sia un abisso fra i due termini.
Siamo tutti contro il comportamento dei politici. Non esiste un’antipolitica solo perché li critichiamo e – per il momento – ci è ancora concesso di farlo.
Niente rivoluzione, quindi. Basta una fisiologica evoluzione dell’approccio alla politica. No alla tolleranza dei loro privilegi… ai loro aumenti di stipendi, senza il consenso dei cittadini. No al voto di scambio. È sufficiente il cambio del voto, e darlo a chi si dimostra degno e che non abbia altri interessi che la Res Publica. Che la smettano di fare i politici part-time con stipendi da “fulltime” e si prendano un quadriennio sabbatico per ciò che riguarda la loro professione di scorta. Ma dov’è la trasparenza? Per ogni parlamentare insediato nel Palazzo, c’è un corteo di familiari “piazzati” in Regione, Provincia, Comune ecc.
Proprio come quelle Famiglie che considerano il Territorio una Cosa Loro.
E che stiano attenti… I Grillo possono diventare tanti. Il popolo sta buono quando gli viene dato “panem et circenses ludos”. Attenzione! Il Panem sta cominciando ad essere troppo caro… e dei ludos (calciopoli e TV- spazzatura) è meglio non parlare…

Ecco una sequenza in ordine alfabetico delle “parole, parole, parole” più ricorrenti nei vaniloqui che ci vengono propinati quotidianamente… e che sono i nomi e gli aggettivi della politica.

AGGETTIVI:
Comunista, Conservatore, Cristiano, Democratico, Democristiano, Ecologista, Estremista, Fascista Liberale, Massimalista, Moderato, Progressista, Radicale, Riformista, Rivoluzionario, Socialdemocratico, Sociale, Socialista

POSIZIONAMENTI:
Centro, Centro sinistra, Centrodestra, Destra, Estrema destra, Estrema sinistra, Sinistra

Sostantivi:
Casa, Forza, Lega, Movimento, Partito, Unione…

Simboli:
Bandiera tricolore, Croce, Falce e Martello, Fiamma, Garofano, Margherita, Quercia, Rosa, Scudo, Sole, Ulivo, ecc.

Idee e Valori:
Economia, Educazione, Sicurezza, Libertà, Sanità

CONCETTI UTOPISTICI:
Equità, Giustizia, Onestà, Solidarietà, Trasparenza, Uguaglianza, Welfare

Conclusione
Non c’è nessun nome “concreto”. L’astrattezza regna sovrana…
E, tutto ciò premesso, ritengo assolutamente un assurdo ideologico definire “nuovo” il Partito Democratico. Non è altro che un tentativo di riconquista velata del Centro e – mi spingo oltre… – una Rifondazione della vecchia DC.
C’è chi la definisce “fusione”.
Forse è una “rifusione” di due polpette vecchie che si stanno morfizzando in un “polpettone primario”.
E il bello è che per scegliere il “premier” bisogna anche dare un contributo di 1 Euro!!! Questa sì è democrazia…
Cambia il nome, il simbolo, il logo, il look del Contenitore. Ma il Contenuto è sempre lo stesso.
Su una sola cosa concordo: eliminiamo i partitini…

ottobre 14, 2007 - Posted by | Antipolitica, Beppe Grillo, bustarelle, Cosa loro, La Casta, Mina, panem et circense, panem et circenses (ludos), Partito Democratico, pensioni fasulle, tasse bellissime, tempo, titoli, V-Day

3 commenti »

  1. Controcorrente.
    Basta parlare di politici e partiti, un pò di silenzio stampa farebbe bene a tutti, e sarebbe anche più dignitoso. In tutto questo marasma si è perso il senso della misura: se non è giusto che un parlamentare guadagni più di un operaio allora lo stesso dovrebbe valere anche per medici, notai e ogni sorta di laureato. Ah certo, anche questo è vero, ma solo se il laureato non è tuo figlio. La solita moltitudine di pesi e misure.
    E poi, le stesse persone che gridano allo scandalo per cinquemila euro al mese di stipendio, sono tifose di calcio? Forse non tutti, ma molti di loro hanno la parabola, il decoder, l’abbonamento allo stadio, e certamente non si lamentano del fatto che in un anno un calciatore guadagni più di un parlamentare in tutta la sua vita. Questo non scandalizza nessun tifoso: perchè se un calciatore è bravo, è giusto spendere tanto.
    E allora basta dire che i politici guadagnano troppo: trattiamoli come i calciatori, i nostri figli medici e quelli avvocati, pretendendo solo che siano bravi.
    E a chi pensa che il calcio, a differenza della politica, non è pagato da tutti gli italiani ricordo: la parabola, l’abbonamento, i costi occulti della pubblicità sui prodotti che compriamo, gli stadi (opere pubbliche), e le centinaia di poliziotti che fanno gli straordinari per ogni incontro di calcio (spesso rischiando più dei nostri militari in missione all’estero). Anche questo ha un costo per tutti, tifosi e non, probabilmente più alto degli stipendi dei politici. E non sempre ci fa divertire.

    Commento di Ghigno di Tarlo | ottobre 28, 2007 | Rispondi

  2. concordo pienamente

    Commento di BeppeGrilloTV | dicembre 9, 2007 | Rispondi

  3. […] voglia convincermi non potrà che usare parole, parole, parole… O […]

    Pingback di Votare o non votare? Questo è il dilemma… « Mangox World | aprile 9, 2008 | Rispondi


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