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E se Bersani… (e sottolineo se)

Indagasse sulle agenzie immobiliari?
Censisse le escort?
Riaprisse le Case ?

mi pare che da un po’ di tempo Bersani non faccia più parlare di sé e non scandalizzi con proposte, ritenute a torto o a ragione, troppo creative, fantasiose e pittoresche.
Allora gliene propongo qualcun’altra. Procediamo con ordine…

Perché indagare sulle agenzie immobiliari?

Le società immobiliari vendono un proprio prodotto: immobili. Sono spa, srl e in qualche modo sono controllate e controllabili. Solitamente dispongono degli immobili. Rischiano in proprio.
Le agenzie immobiliari vendono un prodotto altrui: immobili. Sono solitamente privati e usano il nome di grossi gruppi (franchising). Non hanno immobili propri da vendere. Mi sembra che rischino meno delle società prima citate.

Hanno interesse ad avere un catalogo di case, box, capannoni, terreni e altro, il più vasto possibile e logicamente gli affiliati si sono spartiti il territorio e beccano le provvigioni, dopo aver pagato le “royalties” alla Casa che concede l’uso del nome e il know-how.
Che cosa trovo di strano in tutto ciò? Tanto per cominciare…
Turbativa del mercato immobiliare! Per accaparrarsi appartamenti hanno contribuito a far salire i prezzi del mattone in misura abnorme, assieme a quella schiera di speculatori che giocano al Monopoli acquistando una casa via l’altra… Case che non abitano mai, che rivendono dopo un periodo opportuno (a volte dopo nemmeno un anno) raddoppiando i prezzi.
D’altra parte la legge del mercato è precisa: domanda ed offerta.
Se aumenta la richiesta di case, il prezzo sale e solitamente la Borsa scende. Se il mercato immobiliare stagna, i prezzi calano e la gente predilige la Borsa, almeno fino alla prima mazzata in agguato.
Le agenzie gonfiano i prezzi (e le loro provvigioni). I venditori-speculatori si illudono di straguadagnare e tengono duro, tanto possono permetterselo. Diverso è il discorso di chi è costretto a vendere per motivi diversi dalla speculazione: dal bisogno, ad esempio, dall’esigenza di un trasferimento o qualsiasi altra ragione.
Chi risparmia e mette i soldi — ahimé — in banca, viene tassato sugli interessi (sempre più virtuali secondo l’importanza del cc.) E c’è una nutrita schiera di parlamentari, politici e simpatizzanti che vuole castigare il risparmiatore, considerandolo speculatore perché tenta di approfittare dei risparmi per godere solo della loro rendita. Ma allora, che differenza c’è fra reddito e rendita?
Il reddito dovrebbe essere quello derivante da attività lavorativa (sudore, sangue, stress, frustrazione, sopportazione, successo o depressione personali).
La rendita dovrebbe essere qualcosa derivante dal frutto di situazioni patrimoniali: investimenti, eredità, accumuli leciti, ma specialmente illeciti e così via, ma non da impegno lavorativo reale (cioè niente fatica, sudore, sangue ecc.) Possiamo concedere solo lo stress del “rischio”.
Chi ha i soldi, in Banca o in Borsa, fa circolare il proprio danaro e contribuisce all’economia globale più di quanto facciano gli speculatori che si polarizzano sul mattone, falsano il mercato delle case, non fanno circolare il danaro perché hanno un bene che qui è certamente “ molto immobile”.
E danneggiano i giovani, che fanno sempre più fatica a trovare casa, costretti poi a incasinarsi l’esistenza contraendo un mutuo, quando va bene…
Ed allora cosa proporre a Bersani?
Censiamo gli appartamenti che costituiscono il portafoglio delle Agenzie e… monitoriamole.
Andiamo a controllare la dichiarazione dei redditi di chi ha un appartamento che non abita e che ha messo in vendita o in affitto.
Applichiamo la stessa aliquota di tassazione dei conti correnti sul valore dell’immobile, non quello catastale bensì quello realmente pagato, sull’incremento annuo del valore della casa. E possibilmente diamo una bella mazzata al guadagno realizzato dalla vendita. Responsabilizziamo i notai, e perseguiamo quelli mendaci, complici di false dichiarazioni e pagamenti in nero…
Eliminiamo l’ICI sulla prima casa, perché è proprio come rubarci i soldi dal materasso. E rispettiamo la proprietà privata. Non vogliamo vietare ad ogni cittadino di avere una casa. Per un nucleo familiare ci possono essere enne appartamenti, purché ognuno degli enne elementi sia maggiorenne e viva nella sua proprietà. In questi casi niente ICI, niente tasse. ICI e tasse andrebbero applicate solo alle seconde case ecc. a chi ricava soldi dall’affitto d’immobili, a chi specula, a chi (e ce ne sono tanti) affitta i posti letto agli extra comunitari a botte di 200-300 € al mese, stipando in 60 mq dai 10 ai 15 individui. Questo capita regolarmente e tutti tacciono (specie il padron di casa, che si cautela facendo un contratto fittizio ad una o due persone).
Ovviamente fatta la legge, trovato l’inganno. Un po’ di regole ci vorrebbero comunque. Ad esempio la grandezza di un appartamento ha il suo peso. Certi orrori come i 25 mq da condividere in due o quattro famiglie sono solo un brutto ricordo dell’ex URSS. Ma come accade per le macchine, anche la cilindrata dell’appartamento potrebbe essere un parametro di cui tener conto. Se un appartamento diventasse troppo grande per cause nefaste non rientrerebbe nella lista delle “esagerazioni” per evadere il fisco. Un acquisto incongruo (per grandezza e per possibilità economiche, risultanti da dichiarazione dei redditi) andrebbe controllato. Con le società accadeva più o meno la stessa cosa. Si stra-spendeva molto per le auto aziendali, fino a quando il Big Bang ha detto stop e ora non si detrae più niente o quasi…
Chiaro adesso perché le agenzie immobiliari c’entrano? Perché gestiscono un patrimonio che è oggetto di speculazione e (talvolta d’evasione). Nessuna dichiarazione di vendita o di affitto è reale. Ed anche le provvigioni potrebbero essere parzialmente in nero, per non contraddire le cifre fasulle dichiarate… negli atti ufficiali.

E ora passiamo alle escort

Solo chi non sa navigare su INTERNET ignora l’enormità di informazioni, indirizzi e contatti possibili attraverso questo mezzo, più invasivo dell’atomica.
Senza disquisire sulla liceità del mezzo utilizzato e astenendoci da qualsiasi giudizio “morale”, bisogna prendere atto che la materia prima c’è.
Di escort, prostitute, finte massaggiatrici, corpivendoli e corpivendole vari, ce n’è da far paura.
Ci sono i numeri di telefono, solitamente cellulari. Con l’autorità che compete a Bersani, o alla guardia di finanza, non si potrebbe risalire ai titolari dei cellulari e chiedere come vivono, cosa dichiarano…
Per gli accertamenti e per le indagini, meglio servirsi di personale che abbia raggiunto la pace dei sensi, per evitare le tentazioni…
Visto che siamo in tema di tentazioni…

E se creassimo Eroslandia ?

Come può pensare Amato (ma bisognerebbe chiamarlo Diabolik) di porre fine alla prostituzione esercitata per strada, fotografando le targhe dei clienti ed inviando il verbale dettagliato a casa? È proprio un’idea scassafamiglie! Ma che cosa avevano nella mente i parlamentari che approvarono la Legge Merlin? Credevano forse che tutto svanisse come in una fiaba? Complimenti per i risultati!!! Siamo invasi da viados e prostitute di ogni nazionalità, per strada, ovunque e comunque.
SVEGLIATEVI! Cercate di ripristinare il “disordine” naturale delle cose, ed eliminate lo sconcio che si è creato. Riaprite le CASE. Decentratele, isolatele in periferia, controllatele con polizia, assistenza medica, tassatele, differenziatele per sesso. Fatele anche per le signore (che ormai sono emancipate e disposte a pagare i gigolò), organizzatele per gusti, etnìe, deviazioni, insomma fate quello che volete, ma evitate questo casìno attuale.

Create le città dell’Eros, non chiamatele più Case di tolleranza, perchè tutte le città, tutti i comuni sono diventati “di tolleranza”. Chiamatele come volete: eroslandie, Ilio (ma non Troia, per favore), Scoponville, magari Amatowns in onore di Amato e vedrete quanti euro si faranno per le casse dello Stato.
Basta con le ipocrisie ed i falsi moralismi, da qualunque parte vengano.

ottobre 7, 2007 - Posted by | agenzie immobiliari, Bersani, Borsa, casìno, Eroslandia, escort, guardia di finanza, ICI, investire in mattoni, pace dei sensi, riapertura case di tolleranza, speculatori, tentazioni, Uncategorized

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