Mangox World

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Ischia, gratta e …taglieggia

L’isola è bella, non c’è dubbio; piace… non c’è dubbio; è frequentatissima (fin troppo)…
Per tanti forse è l’isola che non c’è, ma di questo passo certamente diventerà “L’isola che non ci sarà” per le future vacanze… perché non siamo più Italiani uguali. Siamo figli e figliastri e gli isolani — a quanto pare — sono più uguali degli altri!

gratta-e-taglieggia-ischia.gif

Ma…

1. Interdire l’imbarco e lo sbarco alle autovetture della Campania — da maggio a settembre — può essere comprensibile, ma non condivisibile;
2. Privilegiare gli isolani per le tariffe agevolate sui traghetti può apparire discutibile, ma è incomprensibile;
3. Limitare il numero di corse giornaliere della Caremar (regionale) che costa quasi il 60% meno delle altre Compagnie private ed agevolate è senza dubbio di natura dolosa ,“camorpolitik o guappolitik” ed è intollerabile;
4. Pagare una tangente sui biglietti sotto la voce “bunker/diversi”, pari al 90% della tariffa della corsa è un mistero per niente buffo
5. Differenziare la tariffa degli autobus (90 cent per i residenti e 1.20 € per i non residenti), pur differenziandone la durata, è assurdo;
6. Parcheggi capestro con tariffe-tangenti (leggasi spiaggia dei Maronti) sono uno schifo.

Consigli per la riconquista dei turisti perduti…

1. Dare un biglietto di libera percorrenza giornaliera (a tariffa superagevolata) ai Campani, turisti temporanei.
2. Trattare gli isolani come i continentali. Tariffe agevolate solo per studenti e lavoratori sul Continente. Esattamente come accade a noi continentali (abbonamenti su traghetti, ferrovie, autobus ecc.). Oppure per par condicio far pagare di più qualsiasi biglietto acquistino sul “continente”.
3. Pareggiare almeno il numero delle corse regionali e private oppure uniformare i prezzi

    verso il basso


4. Avere una seria descrizione e giustificazione delle voci (bunker e diversi), bypassando qualsiasi tentativo di parolone come “tasse aeroportuali”. Ma quali sovrapprezzi dobbiamo pagare? Perché? Per le attese e le code interminabili? Per le inefficienze? Per la disorganizzazione formidabile?
5. È vero che il turista potrebbe— teoricamente —fare percorsi più lunghi… ma perché obbligarlo a stare di più su un autobus gremitissimo se non serve. A me sembra un po’ comico chiamare “Unico Ischia” questo biglietto? Forse chi l’ha concepito intendeva Unico per la doppia tariffa …
6. Le concessioni per le aree di parcheggio ci saranno sempre. Accettiamolo come dato di fatto. Ma “chi concede” ha il potere di normalizzare gli abusi? Se proprio bisogna pagare i parcheggi, perché non si praticano tariffe calmierate ed umane? Pagare10 euro al giorno di solo parcheggio ai Maronti mi pare eccessivo. E perché, ad esempio, al Negombo se ne pagano solo 4 per l’intera giornata?

unico.jpg caremar.gif

Certe brutte abitudini sono vergognose sia per civiltà sia per legalità… non solo per gli esercenti, ma soprattutto per chi malgestisce e malgoverna.

E poi ci lamentiamo dei mafiosi?

settembre 11, 2007 - Posted by | camorpolitik, Caremar, gratta e taglieggia, guappolitik, ischia, ischitani, isolani, Maronti, parcheggi discriminanti

6 commenti »

  1. Bravo, sei stato anche troppo buono e civile.
    E, per fortuna non hai parlato della ” monnezza “.
    Ciao. Emilio

    Commento di Emilio Siciliano | settembre 11, 2007 | Rispondi

  2. Caro Mangox,

    si perpetua l’ennesimo anello della catena dei soprusi al cittadino… Lo Stato con tutte le sue ramificazioni ci perseguita e ci spreme come limoni, in citta’ quando lavoriamo, e la situazione peggiora quando andiamo in vacanza, come in questo caso.

    Un bel VAFF… anche agli amministratori di Ischia.
    Ciao
    ED

    Commento di Edoardo | settembre 12, 2007 | Rispondi

  3. Sono pienamente d’accordo! Uniformare i prezzi degli isolani con i continentali, sopratutto per traghetti, parcheggi etc, mi sembra una cosa giusta. Per non parlare del divieto d’imbarco dei mezzi di trasporto… sembra di capire da tutto ciò che:
    1) Gli ospiti “pendolari” , nonostante il loro contributo alla ricchezza degli esercenti ischitani, vengono visti come “quelli che vengono, sporcano, inquinano e se ne vanno”…. meglio tassarli o lasciarli sulla terraferma

    2) Gli ospiti “forestieri” sono considerati polli da spennare.. “tanto hanno i soldi per pagare il parcheggio piu degli isolani” (figli & figliastri??)”

    3) La spazzatura non è certamente smaltita nel territorio dell’Isola Verde… per carità.. rovinare un cosi bel posto… e poi i tedeschi dove vanno a farsi le terme? Meglio farne “sniffare” i vapori ai poveri residenti nelle provincie di Napoli e Caserta

    4) Stiamo arrivando al caso-limite di Bacoli, che ha messo un check point di 5 euro alle auto che devono transitare sul lungomare di Miliscola (credo che neanche in Costa Azzurra o in nessun altro posto del mondo esista una cosa del genere) senza offrire alcun servizio, se non parcheggi a (altre) 2 euro e ombrelloni a prezzo salato…
    … inoltre sempre a Bacoli c’e’ il DIVIETO DI TRANSITO PER CICLOMOTORI E MOTOCICLI… il tutto ben sorvegliato da una manciata di vigili urbani che acchiappano nella rete i poveri ignari del blocco… e anche qui noi centauri ci sentiamo “quelli che sporcano, inquinano e fanno rumore”….

    Concludo dicendo che a questo punto è verosimile attendersi da parte di ischitani (e bacolesi) un pedaggio per transitare nel “resto del mondo”… previa presentazione del documento di residenza, cercheremo di portare in parità il bilancio dei diritti e degli esborsi di cittadini “elitari” e “gente comune”…

    Un saluto affettuoso
    Roberto

    P.S.: Siamo in attesa del G-Day !!

    Commento di Roberto | settembre 13, 2007 | Rispondi

  4. Caro Mangox mi dispiace per le tue disavventure. Pensa io da indigeno sono costretto a vivere queste ed altre ingiustizie anche peggiori ,ma da qualche mese ho deciso di ribellarmi aprendo un blog e denunciando coraggiosamente tutto quello che non va . Visita il mio blog e se ti va possiamo collaborare affinchè le cose possano migliorare. Ciao e a presto Gaetano http://www.pithecusa.blogspot.com

    Commento di Gaetano | settembre 14, 2007 | Rispondi

  5. Be’, ma NESSUNO dice niente? E il sindaco???

    Commento di gratta e vinci | novembre 2, 2007 | Rispondi

  6. Fondamentale è stata la spinta mediatica del noto portale d’informazione

    Grazie a Italymedia.it aboliti i costi di ricarica
    L’iniziativa era partita dall’impegno di un intraprendente studente che ha indetto una petizione che ha raggiunto quota 800.000 firme

    Quando da qualche mese a questa parte gli utenti delle varie compagnie di telefonia mobile si accingono a caricare la carta prepagata corrispondente al proprio numero telefonico vengono subissati da raggianti ed entusiaste vocine automatiche o da uno sventolìo di pubblicità adescanti e convincenti, che ricordano come tutto il costo di una ricarica corrisponda a reale traffico telefonico, lasciando trapelare manifestamente che quella grave ingiustizia perpetrata per anni a danno dei consumatori che era rappresentata dai costi fissi di ricarica è finalmente stata abolita. La voce con magistrale enfasi oratoria o le sfavillanti e calamitanti pubblicità si sforzano di ostentare meriti inesistenti appalesandosi artefici di un epocale cambio di rotta verso gli interessi dei fruitori del servizio che comportano inevitabilmente un sacrificio deliberato e doloroso da parte dei “poveri” gestori, spingendo e imprigionando nelle paludi dell’inganno i meno avveduti tra gli utenti. Ma, anche se la maggior parte di chi è costretto ad avvicinarsi al servizio di ricarica per poter utilizzare il telefono cellulare conosce perfettamente la genesi dello storico provvedimento che ha condotto all’abolizione del disdicevole dazio, ci sembra opportuno rammentarla ai più labili di memoria. Ed è bene chiarire che, pur se il tutto si è raggiunto con una delibera governativa, se non ci fosse stata una vigorosa spinta popolare, probabilmente il costo fisso in questione scivolerebbe ancora bellamente nelle casse voraci dei gestori, in netta controtendenza con la linea tracciata e seguita nel resto d’Europa.
    Il tutto è partito dalla lodevole iniziativa di uno studente, Andrea D’Ambra, che ha profuso energie incommensurabili impegnandosi nell’avviamento e nella gestione di una mastodontica macchina organizzativa finalizzata ad una petizione che ha raggiunto l’incredibile traguardo di circa 800.000 firme. Sarebbe stato in verità impossibile il conseguimento di un obiettivo tanto clamoroso, senza l’apporto fondamentale di alcuni strumenti mediatici di cui il promotore si è avvalso lungo l’arduo e tortuoso tragitto. A partire dalla spinta informativa del comico Beppe Grillo e del suo gettonatissimo blog che ha dedicato ampi spazi all’iniziativa. Ma decisivo è stato l’apporto propulsivo del Portale dell’Informazione Nazionale Italymedia.it e del suo direttore Antonello De Pierro che ha sostenuto e nutrito la divulgazione del progetto avvalendosi anche delle frequenze della nota emittente radiofonica Radio Roma di cui è uno storico conduttore. Il giornalista, che è anche presidente del giovane movimento “L’Italia dei Diritti” così si è espresso sull’argomento: “I consumatori italiani dovranno per sempre essere grati a questo eroico e fenomenale studente, ed è davvero biasimevole il fatto che un simile risultato non abbia tratto linfa vitale da un impegno forte degli organi rappresentativi, istituzionalmente deputati alla presentazione e alla promulgazione di leggi, che nel frangente si sono dimostrati clamorosamente miopi e distratti”.

    Commento di ufficio stampa | novembre 27, 2007 | Rispondi


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