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Just another way to communicate

Selezione del personale…cronaca diretta!

Ecco una cronaca dei fatti salienti che si verificano nel corso delle interviste per l’assunzione del personale.

Personaggi e interpreti:

Il Capo del Personale: C.P.
Il Povero Candidato: P.C.

Premessa: il capo del personale è una persona selezionata chissà quante volte per selezionare altre persone…
Requisiti necessari: genialità, psicologia, divinazione e cinque sensi umani.

Per la nostra fantasia, ovviamente resa in chiave umoristica, porremo particolare enfasi sui cinque sensi che essi hanno in comune con il resto dei mortali. Alle altre caratteristiche non osiamo accennare…

Il P.C. viene invitato ad entrare nell’ufficio… porge la mano al C.P. che gliel’aveva tesa precedentemente. Ecco il primo contatto: la temperatura della mano, l’eventuale sudore o ruvidità impressionano il C.P. al punto da non fargli capire il cognome che il candidato ha bofonchiato presentandosi timidamente. Poi i due si accomodano. A questo punto, il C.P. rilegge la domanda del P.C. – o meglio, fa finta – e sembra che legga nella sfera di cristallo. Se lo ha convocato per quel colloquio, dovrebbe aver letto la sua domanda di assunzione almeno due volte.
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giugno 9, 2007 Posted by | colloquio di selezione, selezione del personale | Lascia un commento

L’IMPORTANZA DEL CODICE

La comunicazione linguistica è uno scambio verbale o epistolare, solitamente volontario, fra un soggetto (emittente) ed un destinatario (ricevente) i cui ruoli si alternano secondo le esigenze.

Gli elementi necessari perché si verifichi la dinamica della comunicazione sono i seguenti:
1) l’emittente: sceglie nell’ambito di un codice alcuni segnali o parole la cui combinazione genera l’informazione codificata;
2) il destinatario: decodifica o interpreta il messaggio così formulato a condizione che abbia un codice comune o parzialmente comune;
3) il codice: è costituito dalla lingua in tutte le sue espressioni;
4) il messaggio: è il contenuto dell’informazione codificata, una o più frasi che l’emittente forma scegliendo o combinando parole (espressioni stesse del codice);
5) il canale: è proprio il mezzo fisico che rende possibile la trasmissione del messaggio – onde sonore o altre forme (radio, TV, registratori ed altri mezzi elettronici);
6) il referente: è la parte di pensiero suscettibile di essere tradotta in parole e compresa dal destinatario dopo la decodificazione.

Il meccanismo della comunicazione linguistica sembra facile e sarebbe anche piuttosto semplice se non intervenissero elementi di disturbo, tecnicamente noti come “rumore”.
Quest’ultimo può essere una realtà (ad esempio interferenze, cattiva ricezione telefonica, frastuono, chiasso ecc.) oppure particolari condizioni momentanee (distrazione, stanchezza, svogliatezza) o durature (background culturale ed ideologico).

In tali condizioni di “disturbo della comunicazione”, il messaggio dell’informazione, già non sempre facilmente decodificabile in quanto complesso, figurato, legato alla “scatola nera” dell’individuo, può essere arbitrariamente interpretato per sovrapposizione “ideologica” del codice del destinatario. Esempio tipico: toma per Roma, in caso di cattiva ricezione, oppure di “droga” per roba, se il ricevente è un tossicodipendente.
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giugno 9, 2007 Posted by | background, canale, codice, comunicazione, decodificazione, destinatario, emittente, fantozzi, farinata degli uberti, Jacobson, messaggio, parabola, referente, rumore | Lascia un commento

SE NON FOSSE PER ME…

Essere attivi, dinamici, sempre disponibili è cosa buona e (forse) giusta. Ma da ciò a non lasciare spazio agli altri… ne corre.
Ogni cosa può essere detta in maniera soggettiva; date a
n individui lo stesso lavoro e avrete n versioni o interpretazioni. Date a n individui un unico problema di ordine matematico ed avrete una soluzione per n volte, se sono tutti in grado di risolverlo in maniera corretta. La personalità e la soggettività non sono un’opinione.È il problema di sempre: conservare potere, prestigio, dominio. Chissà perché inesorabilmente arriva questo ridicolo momento nella vita dei manager, o dei capi, o dei titolari, in cui il sospetto di essere insostituibile diventa una convinzione sincera. E non si può dire che ciò accada solo in “zona di decadenza senile”: tanti, infatti, si sentono immortali ed insostituibili anche se sono dirigenti appena quarantenni.

Che cosa c’è di vero in questa immortalità? Continua a leggere

giugno 9, 2007 Posted by | accentramento, autogratificazione, decadenza senile, delega, dominio, immortalità, insostituibilità, potere, prestigio, virgolazione | Lascia un commento

C’È POSTO PER TUTTI…

Chi non è andato al circo almeno una volta? Trapezio, acrobazie, clown, luci, musiche, bravura, rischio, pericolo, emozioni, ma soprattutto le bestie… sono quelle che colpiscono. Quelle feroci fanno pena: le vediamo soccombere, magari imbottite di droga, dinanzi a un “domatore” armato di frusta e pistola. Le bestie domestiche, come i cani e le scimmie, sono mortificate dall’imposizione di dover imitare l’homo sapiens: devono ballare, in piedi, conciate con tragici costumi da ballerina, tutù, penne e piumacchi vari. Quelle innocue, ma mastodontiche – ad esempio gli elefanti – sono degradate ad eseguire esercizi ridicoli che offendono la dignità degli uomini e delle bestie.
Ridere, sorridere e divertirsi è importante. Ma vogliamo sempre ridere e trasformarci in “barzellettari”? Al circo ci andiamo a lavorare tutti i giorni, senza pagare il biglietto, perché siamo invitati tutti, quasi sempre come attori, volenti o nolenti. No?

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giugno 9, 2007 Posted by | barzellettari, circo, fantozzi | 1 commento

A A A UMANOIDE CERCASI

A PROGETTO, PER MANSIONI DI YES-MAN E ACCAREZZATORE DIREZIONALE. GRADITI INGLESE ET PREMIO NOBEL. ETÀ 21-25 ANNI, DECENNALE ESPERIENZA. RETRIBUZIONE DI SICURO INTERESSE (PER IL DATORE DI LAVORO) E COMUNQUE COMMISURATA ALLA INNOCUITÀ DEL CANDIDATO. INVIARE e-mail a…

Chissà se un giorno questo fantannuncio apparirà da qualche parte… Ora ci può divertire apparendoci assurdo, ma non si sa mai…
Per un’azienda gli uomini dovrebbero rappresentare il capitale più prezioso; purtroppo, troppo spesso, questo aspetto viene trascurato al punto da non demandare a professionisti la scelta dei collaboratori. Si ricorre con sudditanza, a volte per snobismo, all’architetto per far arredare anche la casa di campagna, sacrificando il gusto personale; nessuno si sognerebbe di acquistare un sistema informatico senza farsi consigliare da esperti, li si interpella anche per un Personal.

Sul bisogno di documentarsi per avere garanzie e sentirsi rassicurati siamo tutti d’accordo, eppure per assumere un collaboratore abbiamo la pretesa di essere più bravi degli esperti per la selezione del personale e corriamo il rischio di assumere un… uomo a perdere.

A chi di noi non è capitato di essere convocato per il colloquio che precede l’assunzione? Per tanti resta un lontano ricordo; quelli più avanti negli anni ricorderanno probabilmente di essere stati intervistati nientemeno che dal Signor Padrone in persona.
Tutto finisce… parleremo sempre più di telelavoro e non si avrà nemmeno più il fastidio di guardarsi in faccia.
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giugno 9, 2007 Posted by | analisi transazionale, bancarelle dati, bestial resources, human resources, persecutore, quoziente intelligenza, salvatore, selezione personale, telelavoro, umanoide, uomo a perdere, vittima, yes-man | Lascia un commento