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Graffiti e Sgorbi…quotidiani

Murales alias graffiti oppure sgorbi e vandalismi?
Alla voce “graffiti” su Google si apre una pagina che, fra gli altri siti contiene, questi collegamenti sponsorizzati, in netta antitesi.
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Rimozione Graffiti CAP.A.C.E. System, metodologie e sistemi per la rimozione graffiti

sgorbi-quotidiani.jpg
Ci fu qualche anno fa una trasmissione televisiva dal titolo “SGARBI QUOTIDIANI”, condotta ovviamente dall’onorevole omonimo, che visse dei momenti molto fortunati. Chi ha potuto farlo ci ha privato della sua lunga serie di interventi e dei suoi atteggiamenti litigiosi. Cultore di Storia dell’Arte, con indiscussa conoscenza della medesima, non è necessariamente un competente di arte. Temporaneamente retrocesso all’Assessorato alla Cultura di Milano, continua a sostenere posizioni controcorrente difendendo i murales che hanno un confine molto blando con quelle porcherie di segnacci e sgorbi fatti per rovinare le facciate della nostra città, fenomeno che purtroppo interessa la maggior parte delle città italiane, e c’è chi li vuol far passare come “espressioni artistiche”.


Anche se fosse arte, è questo il modo di dare spazio ai giovani e alle loro forme di espressione artistica? Le bombolette fanno la fortuna dei colorifici e la sfortuna dei condomini che devono continuamente litigare per rifinanziare il ripristino delle facciate. E, guarda caso, da qualche anno, è venuta fuori l’iniziativa — almeno a Milano — del Comune che mette a disposizione dei cittadini (beninteso a pagamento) il servizio di ditte specializzate nella cancellazione dei graffiti, alias opere d’arte o sgorbi (scegliete voi…).
Capisco che ogni occasione è buona per creare lavoro, per farsi pubblicità e nel caso di Sgarbi anche per acquisire i favori di questi “artisti”. Ma da qui a sostenere che è tutto arte ne corre …
Ma questi esperti sanno tenere in mano una matita, un pennello o compongono le file di quell’esercito di critici, che non avendo mai concluso niente nel campo artistico, si sono specializzati nel vaniloquio, elegantemente farcito di aggettivi e sostantivi ermetici e poco usati, che — nella loro complessa e artificiosa forma dotta — spaventano solo i fessi che hanno paura di contraddirli? Bisogna che questi “professori” autority elette con la complicità di roditori da ufficio ed enti inutili la smettano. A furia di vederli onnipresenti in qualsiasi manifestazione culturale, con o senza telecamere, comincio a pensare che mirino all’ubiquità, se non ce l’hanno già.
Per non parlare poi della liceità di questi “artisti” ad utilizzare le facciate altrui per esprimersi.
La proprietà privata esiste ancora? E, se esiste, bisogna consentire agli artisti di utilizzarla? Ma perché i critici credono di avere il potere di vita e di morte (in senso figurato, s’intende) per il successo di un artista?
Perché per aver successo un pittore, un musicista, insomma un qualsiasi artista deve avere il placet del critico? Deve essere il pubblico a decidere del suo successo. Il pubblico è ignorante? E allora? Chi se ne frega… Se la gente vuole il ballo del Qua Qua o La paranza e non gliene frega niente di una bella musica, possiamo disquisire fino alla fine del mondo… Il successo di un artista è determinato dal pubblico, presente o futuro. Sarà la storia a decidere. Esattamente come il successo di un politico è determinato dagli elettori.
Saranno quindi le generazioni future a stabilire se quegli sgorbi quotidiani che ammorbano e affliggono le nostre città sono da equiparare ai graffiti che sono stati rinvenuti in caverne, scavi o all’interno delle piramidi egizie.
Personalmente li detesto… ma se a Sgarbi questi sgorbi piacciono tanto, perché non se li fa eseguire sulle pareti di casa sua?
Se proprio ci tiene, visto che è l’assessore alla Cultura di Milano, assegni delle aree per questo tipo di “arte”, si renda promotore, finanzi queste iniziative, protegga le facciate artistiche che accolgono queste opere che somigliano più a messaggi in codice in lingue arabe o orientali…
Questa chiavica indifferenziata di scritte che imbrattano i muri della città non è arte!
Se da qualche bombolettata viene profusa arte (ma chi lo stabilisce? Lui? … solo perché conosce la Storia dell’Arte?) allora la protegga, la faccia trasferire nel museo… meglio in quello personale se non ce l’ha ancora.
E se i Comuni, per proteggere le città, potenziassero l’inesistente vigilanza notturna e prevedessero un bel pò di videocamere, in aggiunta a quelle malefiche già installate agli incroci semaforici?

Manco a farlo apposta, ho beccato questo trafiletto dell’ANSA pubblicato l’8 maggio 2007 da City, un giornale metropolitano milanese, a distribuzione gratuita che, come si suol dire, capita come il cacio sui maccheroni.
Mi pare singolare che sia proprio il vice-sindaco di Milano, un signore che si chiama De Corato a salvaguardare il decoro, avversando queste decorazioni abusive e indecorose, decongestionando una situazione apparentemente irrisolvibile. Che sia un sostenitore dell’arte Decò?

giugno 2, 2007 - Posted by | assessorato alla cultura di Milano, ballo del qua qua, critici d'arte, De Corato, graffiti, la paranza, liceità artistica, murales, proprietà privata, sgarbi, sgorbi, vaniloquio, videocamere

1 commento »

  1. E’ tutto verissimo.Eppure c’è ancora la maggior parte della gente che considera questa devastazione del nostro patrimonio architettonico(che comporta milioni di euro per rimediare con la pulizia)UN PROBLEMA MARGINALE.

    Commento di Sandro | giugno 11, 2007 | Rispondi


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