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Caro Bersani,

devo confessarti che un po’ alla volta sto cominciando a conoscerti, ad apprezzarti e a condividere la tua strategia. Ho cercato di capire bene che cosa vuol dire liberalizzare e ho cominciato dall’etimologia.
Dal Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana Copyright 2004 www.etimo.it ho tratto quanto segue:
libero,liberale

Ed allora, cerchiamo di comprendere questo neologismo.
liberalizzare significa: rendere liberale, diverso da liberare che vuol dire rendere libero. E che significato ha in senso economico, politico e sociale rendere degno e proprio dell’uomo libero una certa attività ?
Vorrà dire no ai numeri chiusi, alle caste, alle lobby, ai circoli chiusi, alle corporazioni… o vorrà dire che tutti potranno fare i liberi professionisti, i liberi taxisti, i liberi barbieri, i liberi notai, i liberi dentisti, i piloti di linea, i liberi giornalisti (questi ci sono già!!).
Fatte salve le caratteristiche di sicurezza per l’espletamento di alcune professioni come i tassisti ai quali — chissà perché?— è richiesta una patente di guida ad uso pubblico, come se il Cliente trasportato avesse bisogno di una sicurezza o di una copertura assicurativa maggiori di un qualsiasi familiare o di un qualsiasi individuo non pagante, ci sono delle professioni che implicano studi, training, tirocinio, verifiche, esami, abilitazioni, aggiornamento ecc.
Per i barbieri non mi pronuncio. Con tutto il rispetto per la categoria, non mi sembra che ci siano gli estremi per fare troppi danni, a meno che un taglio alla gola non sistemi il Cliente per qualche regolamento di conti… Per i/le parrucchieri/e, avrei qualcosa in più da dire: le donne sono Clienti fedeli di parrucchieri/parrucchiere. Non cambiano se sono soddisfatte e non pretendono la reale ricevuta. Ora pare che non sia nemmeno più obbligatoria… Qui una piccola sacca di evasione, forse c’é…
I liberi professionisti sono liberi solo di lavorare tanto e, qualora si fregiassero del titolo di “imprenditore” imparerebbero a proprie spese che il verbo “inprendere” si dovrebbe scrivere con la enne davanti alla pi anziché emme perché essi sono liberi di “prenderlo in… quel posto”.
Quando va bene, non c’è problema e devono spartire le proprio fortune con il Fisco. Ma se va male, non ci sono paracaduti. Quindi si spera di cavalcare l’onda positiva del mercato, ed il surf si fa solitamente da giovani.

Da Internet è possibile scaricare i file contenenti i seguenti provvedimenti di legge:
1. Il testo integrale del decreto Bersani
2. Il testo della legge 4 agosto 2006
3. Il testo coordinato del Decreto Bersani con la legge di conversione
4. Il testo integrale della Legge Finanziaria 2007

Chi ha voglia, pazienza e ha studiato politichese o giurisprudenza può approfondire senza sforzo lo spirito del decreto, di cui riporto solo qualche articolo di definizione:

Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all’evasione fiscale.
Titolo I MISURE URGENTI PER LO SVILUPPO, LA CRESCITA E LA PROMOZIONE DELLA CONCORRENZA E DELLA COMPETITIVITA’, PER LA TUTELA DEI CONSUMATORI E PER LA LIBERALIZZAZIONE DI SETTORI PRODUTTIVI
Articolo 1.
Finalità e ambito di intervento
1. Le norme del presente titolo, adottate ai sensi degli articoli 3, 11, 41 e 117, commi primo e secondo, della Costituzione, con particolare riferimento alle materie di competenza statale della tutela della concorrenza, dell’ordinamento civile e della determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, recano misure necessarie ed urgenti per garantire il rispetto degli articoli 43, 49, 81, 82 e 86 del Trattato istitutivo della Comunità europea ed assicurare l’osservanza delle raccomandazioni e dei pareri della Commissione europea, dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato e delle Autorità di regolazione e vigilanza di settore, in relazione all’improcrastinabile esigenza di rafforzare la libertà di scelta del cittadino consumatore e la promozione di assetti di mercato maggiormente concorrenziali, anche al fine di favorire il rilancio dell’economia e dell’occupazione, attraverso la liberalizzazione di attività imprenditoriali e la creazione di nuovi posti di lavoro.

Articolo 2.
Disposizioni urgenti per la tutela della concorrenza nel settore dei servizi professionali
1. In conformità al principio comunitario di libera concorrenza ed a quello di libertà di circolazione delle persone e dei servizi, nonché al fine di assicurare agli utenti un’effettiva facoltà di scelta nell’esercizio dei propri diritti e di comparazione delle prestazioni offerte sul mercato, dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono abrogate le disposizioni legislative e regolamentari che prevedono con riferimento alle attività libere professionali e intellettuali:
a) la fissazione di tariffe obbligatorie fisse o minime ovvero il divieto di pattuire compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi perseguiti;
b) il divieto, anche parziale, di pubblicizzare i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio offerto e il prezzo delle prestazioni;
c) il divieto di fornire all’utenza servizi professionali di tipo interdisciplinare da parte di società di persone o associazioni tra professionisti, fermo restando che il medesimo professionista non puo’ partecipare a più di una società e che la specifica prestazione deve essere resa da uno o piu’ professionisti previamente indicati, sotto la propria personale responsabilità.
2. Sono fatte salve le disposizioni riguardanti l’esercizio delle professioni reso nell’ambito del Servizio sanitario nazionale o in rapporto convenzionale con lo stesso, nonché le eventuali tariffe massime prefissate in via generale a tutela degli utenti.
b) 3. Le disposizioni deontologiche e pattizie e i codici di autodisciplina che contengono le prescrizioni di cui al comma 1 sono adeguate, anche con l’adozione di misure a garanzia della qualitàdelle prestazioni professionali, entro il 1° gennaio 2007. In caso di mancato adeguamento, a decorrere dalla medesima data le norme in contrasto con quanto previsto dal comma 1 sono in ogni caso nulle.
Articolo 3.
Regole di tutela della concorrenza nel settore della distribuzione commerciale
1. Ai sensi delle disposizioni dell’ordinamento comunitario in materia di tutela della concorrenza e libera circolazione delle merci e dei servizi ed al fine di garantire la libertà di concorrenza secondo condizioni di pari opportunitàed il corretto ed uniforme funzionamento del mercato, nonche’ di assicurare ai consumatori finali un livello minimo ed uniforme di condizioni di accessibilitàall’acquisto di prodotti e servizi sul territorio nazionale, ai sensi dell’articolo 117, comma secondo, lettere e) ed m), della Costituzione, le attivitàeconomiche di distribuzione commerciale, ivi comprese la somministrazione di alimenti e bevande, sono svolte senza i seguenti limiti e prescrizioni:
a) l’iscrizione a registri abilitanti ovvero possesso di requisiti professionali soggettivi per l’esercizio di attivitàcommerciali, fatti salvi quelli riguardanti la tutela della salute e la tutela igienico-sanitaria degli alimenti;
b) il rispetto di distanze minime obbligatorie tra attivitàcommerciali appartenenti alla medesima tipologia di esercizio;
c) le limitazioni quantitative all’assortimento merceologico offerto negli esercizi commerciali;
d) il rispetto di limiti riferiti a quote di mercato predefinite o calcolate sul volume delle vendite a livello territoriale sub regionale;
e) la fissazione di divieti generali ad effettuare vendite promozionali, a meno che non siano prescritti dal diritto comunitario;
f) l’ottenimento di autorizzazioni preventive e le limitazioni di ordine temporale allo svolgimento di vendite promozionali di prodotti, effettuate all’interno degli esercizi commerciali.
2. Sono fatte salve le disposizioni che disciplinano le vendite sottocosto e i saldi di fine stagione.
3. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono abrogate le disposizioni legislative e regolamentari statali di disciplina del settore della distribuzione commerciale incompatibili con le disposizioni di cui al comma 1.
4. Le regioni e gli enti locali adeguano le proprie disposizioni legislative e regolamentari ai principi e alle disposizioni di cui al comma 1 entro il 1° gennaio 2007

E il decreto va avanti, va avanti e si sviluppa in ben 41 articoli, una paccata di pagine, in cui chiarisce, dettaglia, differenzia, stabilisce e — per l’appunto— decreta. Ma a parte i deterrenti verbali come si fa realmente a “pizzicare” gli evasori? E se — liberalizzazione in più— puntassimo alle zoccole?

Il sesso tira come le guerre e fin quando c’è testosterone, c’è guerra. E con l’aiutino di qualche pilloletta azzurra, si va avanti anche con poco testosterone (e poca testa).
La caccia è semplice e telematica.
Basta digitare qualche parola chiave su Internet, con qualsiasi motore di ricerca, ad esempio: escort, accompagnatrici, hostess, massaggiatrici ecc. per avere a disposizione migliaia di contatti di cellulari o numeri fissi (le foto che esibiscono sulla rete provano che vivono di zoccolitude).
Bypassando per servizio e autorità la privacy bisogna far risalire la guardia di finanza al titolare del cellulare, con relativo codice fiscale, e far controllare dall’ESATRI l’esistenza delle dichiarazioni di queste leggiadre signore e di questi trans, che tengono in piedi i negozi di intimo sexy molto costoso, certamente svolgendo un ruolo sociale (anche se discutibile), ma che non figurano come contribuenti. Se, una volta pescati, non sanno spiegare come fanno a permettersi quel livello di spesa, le/li tassi come tutti noi altri, previa espulsione dal Paese se sono stranieri o altro rimedio se sono italiani. Non certo pene, perchè sono già fisicamente avvezzi. E poi, sono certo che la fantasia non ti manca…
Un ultimo suggerimento: si eviti di far fare l’accertamento da finanzieri giovani. Per incontrare le sirene di Internet, utilizziamo chi è già ben navigato o chi non sia corruttibile: finanzieri cloni, senza famiglia, ottenuti in provetta, con seme di donatori ignoti, perché non siano corruttibili e ricattabili.

aprile 10, 2007 - Posted by | Decreto Bersani, liberalizzazione

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