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Caro Silvio… ti scrivo!

Scusami se ti do del Tu.
Ma forse posso, visto che quando prego dico: ” Dio, ascoltami”. (non mi sono mai rivolto a nostro Signore con il Voi)

Correva l’anno di disgrazia 2000… l’Italia galleggiava nel solito mare di discussioni, indecisioni, corruzioni, televisioni, furbacchioni e tanti altri …ioni.
Ti stavi preparando alla rimonta e ce l’hai fatta.
Intanto, il tuo avversario si sentiva già europeo e faceva la sua parte per la moneta unica. Bravo il professore. Non ha pensato che nella mente delle persone quel maledetto cambio di un Euro per circa 2000 Lire (quanti potevano essere così pignoli da calcolare sempre 1936,27) avrebbe tragicamente coinvolto il tenore di vita di molti connazionali?
Nella schifezza dell’Eurizzazione della lira, ritengo che ci sia almeno un concorso di colpa… anche se non ti credo suo complice volontario.
È inutile dire ora, con il senno di poi, che cosa poteva essere fatto. Ma è possibile che in Italia si facciano sempre gli stessi errori?
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aprile 10, 2007 Posted by | eurizzazione Lira, Miopia politica, presbiopia politica | 1 commento

Caro Bersani,

devo confessarti che un po’ alla volta sto cominciando a conoscerti, ad apprezzarti e a condividere la tua strategia. Ho cercato di capire bene che cosa vuol dire liberalizzare e ho cominciato dall’etimologia.
Dal Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana Copyright 2004 www.etimo.it ho tratto quanto segue:
libero,liberale
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aprile 10, 2007 Posted by | Decreto Bersani, liberalizzazione | Lascia un commento

Ti condono… sta minchia

Abusivismo edilizio.
Solo “perdono” temporaneo, ma niente eredità…

Da cristiani, praticanti e non, siamo abituati alla parola perdono e facciamo qualche confusione con il termine assoluzione.
Ma chi di confessione, assoluzione e perdono ha solo poche reminiscenze — legate ai periodi infantili o adolescenziali— fa fatica a dare lo stesso spirito cristiano agli stessi termini quando sono applicati alla vita pratica. Inoltre, gira e volta, non riusciamo a spogliarli di una veste religiosa, rituale, più o meno legata al peccato o alla trasgressione. Ed in particolare parliamo di perdono per un peccato o per una colpa. La stessa etimologia della parola “perdonare”, probabilmente implica un senso di dono duraturo (dal latino perdonare formato dalla preposizione intensiva per e donare, cioè continuare a dare forse considerazione, opportunità, serenità ecc.). Ma quando a cancellare eventuali trasgressioni è un ente giuridico, come lo Stato, un suo organo giudiziario o fiscale si parla di condono.
Che strano termine! Sempre ricorrendo all’etimologia latina, dovrebbe derivare da cum e donare, cioè donare, dare assieme. Ma assieme a chi?
In entrambi i casi, la macchia della colpa, del peccato o della trasgressione resta o sparisce?
Il perdono, interessa solitamente un piano morale, ed è assoluto.
Il condono, invece, interessa per lo più un piano pratico, giuridico-amministrativo, ed è relativo.
Tutti sappiamo, per uso e abuso frequente diretto e indiretto, che il condono è stato quell’espediente dei governi, incapaci di stanare gli evasori parziali e/o totali, con il quale è stato possibile recuperare una parte di evasione. Meglio di niente, qualcuno dirà…
É uno schifo… dice qualcun altro. La parabola del figliuol prodigo ha sempre fatto incazzare chi si sforza di rigare dritto. Per le tasse vale lo stesso principio… Se lo Stato è incapace di stanare gli evasori non dovrebbe concedere alcun condono. Gli evasori devono vivere con la spada di Damocle sulla testa e, una volta beccati, devono restituire tutto. Per tutto s’intende un’accurata indagine sul patrimonio familiare e sui prestanome. Non è necessario dare suggerimenti. I nostri funzionari, se vogliono e se possono, sanno come fare. Il dubbio è proprio stabilire se ne hanno volontà e in caso affermativo se ne hanno il potere…
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aprile 10, 2007 Posted by | abusivismo edilizio, condono | Lascia un commento