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Diritto d’Autore: legittimo?

Esiste una nutrita documentazione e tanta dissertazione sull’argomento.
Ipotizziamo, temporaneamente, di essere d’accordo sulla legittimità.
Beninteso, questa premessa non appaia una provocazione, anche se mi sembra eccessivo consentire agli eredi di percepire per 50 (o 60?) anni un diritto d’autore, frutto della proprietà intellettuale altrui, che in quanto tale appartiene all’Autore e non agli eredi. Ed infine, ma proprio dopo tanti anni, diventa di “pubblico dominio”.
Sarebbe come pretendere di dare un assegno agli eredi dei senatori a vita, riconosciuti tali per meriti speciali. Si pensi che la gloriosa INPS, dà l’assegno di reversibilità della pensione solo al coniuge sopravvissuto e non certo ai figli.
Forse che agli eredi di matematici, fisici, scienziati, letterati la Reale Accademia Svedese riconosce un diritto post-assegnazione del Nobel agli eredi dei premiati?
Ma sorvoliamo…
Le opere cosiddette dell’ingegno sono tutelate da una legislazione che ha investito la SIAE di ampi poteri per punire chi tale diritto vìola.
Tutto perfetto! …e conforme al
Codice Civile
Libro Quinto: Del lavoro
Titolo IX: Dei diritti sulle opere dell’ingegno e sulle invenzioni industriali
Vedere anche Leggi Speciali, Brevetti
Capo I: Del diritto di autore sulle opere dell’ingegno letterarie e artistiche

Art. 2575 Oggetto del diritto
Formano oggetto del diritto di autore le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alle scienze, alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro e alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione.
Questo è stato tratto da: http://www.studiocelentano.it/codici/cc/lVtIX.htm

Lo Scopo della SIAE è sintetizzato nell’articolo 1 del Nuovo statuto SIAE qui sottoriportato
(tratto dal sito ASAE http://www.asae.it/Asae_Siae_Nuovo_Statuto.htm)

STATUTO DELLA SOCIETA’ ITALIANA DEGLI AUTORI ED EDITORI
Art. 1. Struttura e funzioni


1. La Società italiana autori ed editori è ente pubblico a base associativa con sede in Roma.
2. Essa svolge le seguenti funzioni:

a) esercita l’attività di intermediazione, comunque attuata sotto ogni forma diretta o indiretta di intervento, mediazione, mandato di autori o loro eredi, rappresentanza ed anche cessione per l’esercizio dei diritti di rappresentazione, di esecuzione, di recitazione, di riproduzione e di radiodiffusione, ivi compresa la comunicazione attuata attraverso ogni mezzo tecnico delle opere tutelate;

b) cura la tenuta dei registri di cui all’art. 103 della legge 22 aprile 1941 n. 633;

c) assicura la migliore tutela dei diritti di cui alla lettera a) nell’ambito della società dell’informazione, nonché la protezione lo sviluppo delle opere dell’ingegno;
d) gestisce i servizi di accertamento e riscossione di imposte, contributi e diritti, anche in base a convenzioni con pubbliche amministrazioni, regioni, enti locali e altri enti pubblici o privati;

e) svolge gli altri compiti attribuiti dalle leggi;

f) svolge le attività strumentali e sussidiarie a quelle qui indicate;

g) assicura la distinzione tra la gestione relativa alla tutela del diritto di autore e dei diritti connessi, questi ultimi nei limiti dell’art. 180-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633, e la gestione relativa agli ulteriori servizi, attuando la separazione contabile tra le due distinte gestioni, per ciascuna delle quali deve essere perseguito l’equilibrio finanziario;

h) assicura ripartizione dei proventi dei diritti d’autore tra gli aventi diritto anche secondo l’effettivo contributo di ciascuno alla loro formazione e l’applicazione di quote di spettanza sui compensi di cui all’art. 18, lettera b) anche tenendo conto delle condizioni mediamente praticate in ambito comunitario.


e valutate le seguenti considerazioni riportate dal notiziario dell’ACEP del mese di Novembre e disponibile sul sito
http://www.assoacep.com/notizia/nov2006.html

“il diritto d’autore non è una tassa, bensì la giusta remunerazione per il lavoro dell’autore”.
“la fedele compilazione dei programmi SIAE è fondamentale per la corretta ripartizione dei diritti agli autori, compositori ed editori delle opere utilizzate”.
“rispettare la massima fedeltà nella compilazione dei programmi SIAE, per salvare la ripartizione analitica dei diritti d’autore per la Classe Prima “Ballo dal vivo”.

17 OTTOBRE 2006: GIORNO INFAUSTO PER LA SIAE E I SUOI ASSOCIATI

La Commissione della Sezione Musica, nella sua riunione del 17 ottobre 2006, purtroppo ha deciso che la Ripartizione dei diritti d’autore incassati nella Classe Prima CONCERTINO DAL VIVO non sarà più analitica e capillare (storico vanto della SIAE, nei confronti delle consorelle straniere, da 125 anni ad oggi), sulla base dei programmi musicali compilati dagli esecutori, ma sarà ripartita prevalentemente attraverso un sistema “a campionamento”.
Tale decisione è stata confermata e approvata dal CDA della SIAE, nella riunione del 9 novembre.

Ciò che noi temevamo, descrivendolo nel nostro Notiziario del mese scorso, è purtroppo accaduto e la decisione della Commissione Musica è stata anche peggiorativa rispetto alle nostre previsioni.
Anche i membri della Commissione Musica appartenenti alla nostra Coalizione di minoranza si sono convinti che non vi fosse altra soluzione idonea a fronteggiare l’ampio fenomeno delle “false programmazioni”, che oramai non riguarda più, come in passato, il singolo esecutore o il complesso musicale che annota alcuni propri brani sul programma musicale senza eseguirli.
Oggi sono purtroppo attive, specialmente in alcune zone d’Italia, ampie organizzazioni che hanno visto nel saccheggio dei diritti d’autore un “business”, che inevitabilmente occorre contrastare con misure drastiche e severe: non bastano le semplici raccomandazioni di correttezza e neppure i normali controlli e le sanzioni applicate dalla SIAE.
E per l’ennesima volta, coloro i quali si comportano male finiscono per danneggiare i diritti e gli interessi legittimi di tutti gli associati alla SIAE.

Quelle appena citate sono sicuramente delle buone ragioni a sostegno della decisione adottata dalla Commissione Musica: ma resta il fatto che sono state disattese (per non dire tradite) le promesse elettorali fatte da tutte le Coalizioni in gara nelle elezioni SIAE del giugno 2003.

Noi dell’ACEP, come già sapete, fino all’ultimo abbiamo tentato di proporre soluzioni alternative che ritenevamo e ritieniamo tuttora valide, come quelle ipotizzate anche dal Presidente della SIAE avv. Giorgio ASSUMMA e che prevedevano l’utilizzo di tutti gli strumenti, anche sanzionatori, repressivi e penali, idonei affinché “non si facesse di tutta l’erba un fascio” e non si colpisse, attraverso l’abbandono della ripartizione analitica, la stragrande maggioranza degli associati alla SIAE, anche quelli onesti e incolpevoli.

Ma non c’è stato nulla da fare: oramai la decisione era già nell’aria da tempo e non è stato possibile fare niente per modificarla.

In estrema sintesi, a decorrere dal 1° gennaio 2007, le somme incassate dalla SIAE per diritti d’autore che riguardano la Classe Prima CONCERTINO, saranno così ripartite:

1) il 75% dell’importo globale semestrale sarà ripartito fra le composizioni rilevate come eseguite nel corso di 500 registrazioni segrete, effettuate da personale tecnico incaricato dalla SIAE, attribuendo un punto a ciascuna composizione ogniqualvolta essa venga rilevata come eseguita;

2) il 25% dell’importo globale semestrale sarà attribuito alle composizioni elencate su un quinto dei programmi complessivi semestrali, selezionati con criteri statistici di pura casualità e attribuendo alle composizioni ivi elencate un punteggio ponderato sulla base del valore di ogni singolo programma estratto.

Cosicché soltanto un quarto delle somme incassate dalla SIAE per il CONCERTINO DAL VIVO verranno ripartite capillarmente, sulla base dei programmi, peraltro soggetti al sorteggio dell’estrazione casuale di un quinto.
Invece ben tre quarti delle relative somme verranno ripartite sulla base di una ulteriore “lotteria” nella quale è ben più arduo rientrare.
Nel nostro precedente Notiziario di Ottobre, a causa di una errata informazione pervenutaci, avevamo addirittura sopravvalutato tale campionamento, ritenendolo pari allo 0,5% dei trattenenimenti globali semestrali; invece abbiamo successivamente appreso che i trattenimenti semestrali complessivi che rientrano nella categoria CONCERTINO sono ben oltre 200.000.

Pertanto il valore statistico delle 500 rilevazioni, a fronte di 200 / 250.000 trattenimenti semestrali scende allo 0,2%, anzi allo 0,1% trattandosi di registrazioni che, per non essere palesi, copriranno soltanto una porzione della serata!

Occorre inoltre considerare che, nella Classe Prima CONCERTINO, ricadono le più svariate tipologie di musica d’ascolto e che il cosiddetto “tradizionale pianobar” oramai riguarda, numericamente, la minoranza dei trattenimenti complessivi.

E allora che ne sarà dei “concerti jazz”, sempre più diffusi e apprezzati dal pubblico giovane? Che ne sarà delle esibizioni dei molteplici “gruppi emergenti”, che fra pochi giorni incontreremo al MEI (Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza)? E chi rileverà le innumerevoli esibizioni musicali in alberghi, ristoranti, feste varie in occasione di matrimoni, compleanni, meetings, conventions, ecc.? E i concertini di musica classica come, ad esempio, quelli in piazza San Marco a Venezia o nei “caffè concerto” che sono tornati di moda? E gli innumerevoli centri sociali e anziani, sempre più numerosi in tutta Italia, ove si esegue musica da ballo ma che spesso vengono considerati Concertino dagli Agenti della SIAE, trattandosi di ballo occasionale?

Che fine faranno i differenti repertori utilizzati in altri e ancor più variegati trattenimenti? E quale “fotografia” distorta della realtà scaturirà da un così esiguo campione?

Per gli appassionati di fotografia, sarebbe come passare da una foto scattata con le moderne fotocamere digitali da 10 milioni di pixel, ad una foto scattata con una risoluzione dello 0,1%.
A malapena si distinguerebbero i contorni del soggetto fotografato!

Pertanto si tratterà di una vera e propria “lotteria”, che finirà per danneggiare mediamente tutti i “piccoli” e “medi” autori ed editori (cioècoloro i quali non hanno molti brani di grande successo nei loro cataloghi); ma questo sistema, quasi sicuramente, danneggerà anche molti grandi autori, a causa delle scarse probabilità di rientrare nel “campione” di quei brani di medio successo che non sono eseguiti sempre e dovunque.

Gli unici soggetti che ci guadagneranno sono, probabilmente, soltanto le grandi case editrici che, possedendo sterminati repertori di grandi successi italiani e soprattutto internazionali, avranno il calcolo delle probabilità dalla loro parte.

Ma non è sicuro! Forse neppure loro otterranno gli incrementi di incasso sperati, nel caso “i furbetti del quartierino”, organizzati e sempre in agguato, riescano in qualche modo ad inserirsi nel ricco “business del campionamento” (l’analoga esperienza nel BSM, Ballo con Strumento Meccanico, dovrebbe averci insegnato qualcosa).

Nel mese di febbraio 2008 (e poi nell’agosto successivo) vedremo i primi risultati di questo, a nostro avviso, infausto sistema ripartitorio e verificheremo se queste nostre previsioni saranno giuste o sbagliate.
E forse capiremo che l’attuale ripartizione analitica (naturalmente con i correttivi attualmente apportati dalla SIAE, quali l’eslusione per tutto il semestre dei programmi ricostituiti d’ufficio e l’applicazione dell’art. 55 del Regolamento generale) resta sempre la soluzione migliore.

La nostra speranza è quella di poter ritornare, dall’anno 2009, constatati i risultati deludenti di questa ripartizione “a campione” ed un netto miglioramento nella correttezza di compilazione dei programmi musicali, ad un sistema nuovamente e totalmente analitico; magari con l’ausilio di controlli informatici sempre più efficaci, che le nuove tecnologie permettono e che dovremmo fin d’ora analizzare e studiare.

E in tal senso si esprime il comunicato datato 16 ottobre dell’associazione UNCLA, facente parte della nostra Coalizione di minoranza (vedi http://www.uncla.it/news.asp?IDNews=290 ) affermando che “….in via del tutto sperimentale e provvisoria, aderisce a questo nuovo criterio di ripartizione….”

Nel frattempo l’ACEP propone di considerare il 17 ottobre di ogni anno come giornata di “lutto nazionale” (naturalmente con tutto il rispetto dovuto ai veri lutti, che ricorrono in questo mese di novembre) per gli autori, editori, musicisti e tutti coloro i quali lavorano nel settore della musica.

In collaborazione con altre associazioni, sindacati e varie entità collegate, saranno organizzati eventi mediatici in perenne ricordo del giorno 17 ottobre 2006, con la speranza che non si ripetano ancora, in futuro, “ulteriori 17 ottobre” per le altre Classi ripartitorie dei diritti d’autore incassati dalla SIAE.

Perché l’abbandono della ripartizione analitica (pur con le valide motivazioni sopra esposte) è, in ogni caso, una sconfitta per tutta la SIAE, che minaccia di vanificare l’importanza della presenza capillare della stessa sul territorio; è l’ammissione dell’impossibilità di tutelare adeguatamente tutti i suoi associati, cioè il fallimento della sua finalità istituzionale più profonda, descritta all’art. 1, lettera c), del suo Statuto (“La SIAE assicura la migliore tutela dei diritti di cui alla lettera a) nell’ambito della società dell’informazione, nonché la protezione e lo sviluppo delle opere dell’ingegno”).

Ed è un peccato, perché la SIAE, se fosse dotata delle migliori tecnologie informatiche, considerando le preziose risorse umane e professionali che possiede al suo interno, potrebbe funzionare come un “orologio svizzero”.

Viva la SIAE! Viva quella SIAE che saprebbe tutelare adeguatamente tutti i suoi associati!

E qui, io come Mangox, ripeto:

Diritto d’Autore: legittimo? NO! …SACROSANTO !!!
E allora perché percepire il diritto d’autore è diventato il risultato di una lotteria? Visto che per incapacità di stroncare i disonesti la SIAE ha cambiato metodo di ripartizione (non più analitica), i piccoli ed ignoti autori/compositori ed editori hanno ulteriori umiliazioni, beffe e danni. Siamo rimasti solo iscritti paganti la quota (non siamo soci e probabilmente non lo diventeremo mai), ma siamo una fantastica base contribuente, considerato che gli iscritti siamo proprio tanti.
La SIAE non ci comunicherà mai il numero, un pò per privacy un pò per comodità. Forse non si vuole che noi iscritti si faccia i conti in tasca, grazie ad una semplice moltiplicazione (quota annuale — che è uguale per noti ed ignoti— per il numero degli iscritti).
E anche qui: perché pagare la stessa quota d’iscrizione dei big, dei famosi che percepiscono ben altre ed alte cifre, acquisiscono i diritti di “socio” SIAE che in termini pratici (soldi) significa ben altro ?
Non capisco come mai in Italia dove, differenziati in base a scaglioni tariffari, si paga — per lo stesso servizio o disservizio — un importo diverso in base al reddito (individuale o familiare) per l’iscrizione alla SIAE un egregio sconosciuto paga la stessa quota di Lucio Dalla, Baglioni o Gino Paoli.
Le tasse si pagano per scaglioni tariffari, in base al reddito.
All’Università si paga in base al reddito, pure per uno stesso servizio.
Per la sanità, le esenzioni si ottengono al di sotto di un certo reddito
Perfino per gli asili nido c’è la retta differenziata per il reddito e bisogna presentare l’ISE.
Perfino la SIAE applica tariffe differenziate in base a determinati criteri (con ballo, senza ballo, numero di persone ecc. ecc.).
E allora perché far pagare la stessa quota a chi percepisce una barca di euro? Sappiamo che in tanti casi si può parlare di milione di euri/anno per “BIG” o “Grande Casa Editrice”.
Si applichi la proporzionalità, come in tutte le buone famiglie!
E, visto che siamo sprofondati nell’iniqua e ridicola ripartizione a sorteggio, si faccia anche il sorteggio per l’esonero dalla quota annuale. In altre parole, chi non viene estratto e non percepisce, viene esonerato dal pagamento. Se questo non piace alla SIAE, non dispiace a chi nulla percepisce ed ha dato comunque mandato alla SIAE a tutelare i propri diritti. Ebbene pur sapendo che i propri brani sono stati eseguiti e segnati sul bollettino SIAE non è detto che si percepisca il diritto.
Questo mi sembra orribile. Mi si dirà “… la SIAE è stata costretta a misure drastiche per le solite associazioni a delinquere che si formano in Italia, quando le stesse individuano il sistema per arricchimenti facili…”
E chissà quanti siamo i compositori ad aver speso soldi per creare le basi musicali, per promuovere la propria musica, stampare ed inviare gli spartiti agli esecutori nella speranza di diffondere cultura ed arte. Sempre che anche la nostra sia considerata tale…
OK! D’accordo. Bisognava porre un freno.
Ma perché per l’incapacità di beccare i delinquenti bisogna punire in massa e penalizzare del tutto alcuni o parte di coloro che non hanno brani di successo e che sono statisticamente meno, ma comunque, eseguiti?
É come se il mancato gettito degli evasori fiscali, venisse recuperato sempre e solo aumentando la pressione delle tasse sui contribuenti già paganti. Sarò lieto di scrivere una lettera al ministro delle finanze con un bel pò di suggerimenti per colpire a migliaia gli evasori completi di numero di cellulare.
Non tocca a noi dare dei suggerimenti, ma forse la SIAE dovrebbe invitare gli iscritti a fornirne.
La SIAE cominci a ridurre le spese (sulla carta dei rendiconti inviati agli iscritti, sulla stampa del Vivaverdi a quattro colori e chissà su quante altre che non ci è dato di conoscere).
La SIAE cominci ad eliminare i “forfait” che già di per sé stessi sono il tradimento del diritto d’autore, in quanto non prevedono un’elencazione dei titoli dei brani…
La SIAE abolisca il famigerato Calderone, della cui ripartizione nulla è mai stato trasparente…
La SIAE cominci a far pagare “salati” i permessi per eseguire musica con quelle stramaledette tastiere con floppy disk, da chi musicista non è… e ripartisca ai musicisti veri.
La SIAE premi con sconti, agevolazioni i locali che promuovano musica dal vivo, con musicisti veri e operi una netta distinzione con i fasulli (i DJ) che si dovrebbero iscrivere alla Società dei Collagisti o degli assemblatori di sound clips, disponibili in commercio o presso Software House.
Mi scappa da ridere ogni volta che sento un “DJ” che dice “…stasera vado a suonare”. Quando si ballava in casa i dischi li metteva sempre lo scemo della compagnia, solitamente il più racchio… quello che nascondeva i suoi foruncoli con il 45 giri che stava per mettere…
Peccato che nonostante il commissariamento di qualche anno fa alla SIAE non sia cambiato proprio nulla, anzi si peggiora sempre per quanto riguarda la tutela del diritto d’autore.
Ma questo ovviamente vale solo per chi non ha brani di successo.
Gli autori di fama non hanno nulla da spartire con gli autori da fame.
Speriamo che qualche procura (magari Potenza) si occupi anche di questa vergogna.

aprile 2, 2007 - Posted by | ACEP, codice civile, copyright, diritto d'autore, SIAE

4 commenti »

  1. giustissimo !!!!!!

    Commento di hermann vero pianista | aprile 13, 2007 | Rispondi

  2. abbastanza d’accordo, tranne che sul fatto di far pagare salato il permesso.
    Il permesso è già salatissimo!
    La SIAE, purtroppo per la musica dal vivo, ha un potere economico incommensurabile e finora è riuscita sempre a frodare tutti. Soprattutto gli autori.

    Commento di michele | aprile 13, 2007 | Rispondi

  3. quasi completamente d’accordo ma aggiungo che nel nostro grande paese ” se si mangiasse meno e si lavorasse di più” si andrebbe molto meglio.

    Commento di enzo | giugno 4, 2007 | Rispondi

  4. C’e’ quelcuno che mi puo’ dire quante misure di una composizione sono permesse di scrivere sulla partitura per fare in modo che un brano non sia una copia di un altro?
    grazie

    Commento di MIKE | ottobre 2, 2007 | Rispondi


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