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Come ti e-vado… in quel posto!

Mi è capitato per caso, ma il sospetto era di vecchia data, di accertare che ci sono varie forme di violenza e sfruttamento ben dissimulati, nel mondo del lavoro, specie da parte di qualche Casa editrice che è ben nota nelle pubblicazioni tecniche.
Vedere il proprio nome pubblicato per una recensione redatta su un libro altrui è senza dubbio gratificante, ma non dovrebbe essere gratisficante…
Eh sì! Perché è un pò pochino, cavarsela con l’omaggio del libro letto. E ci sono tante belle cose che non vanno in questa transazione:

• La recensione è frutto dell’opera dell’ingegno del recensore, che —se viene pubblicata— dovrebbe essere selezionata dal punto di vista “qualità” e risultare almeno qualificata, quindi se non proprio da professionista, dovrebbe essere “professionalmente valida”.

• Chi valuta tale professionalità?

• In quanto opera dell’ingegno, considerando pure un costo medio-alto del libro da recensire o recensito (diciamo 50-60 €) mi sembra poco per produrre una cartella di commento intelligente per questo compenso camuffato.

• Comunque non c’è transazione in denaro, quindi niente ritenuta d’acconto, o fattura con IVA per prestazioni professionali, anche se occasionali.

• Diventa una prestazione a titolo gratuito, che toglie lavoro ad altri

• Dato che si tratta di un’operazione ripetuta una volta al mese, ci sono ben 12 occasioni all’anno per ogni libro.

• Se, come accade per emulazione, all’interno della Casa editrice stessa o presso altre case editrici si invitano i lettori alla stessa operazione, con le stesse modalità e condizioni, si capisce subito che si toglie del lavoro e che non lo si retribuisce, se non con questo pseudobaratto.

• Che significato ha offrire “ l’opportunità per diventare protagonisti di una rubrica”. Significa semplicemente: “abbiamo un modo nuovo per allettarti, non pagarti, farti gasare e non ricorrere al lavoro retribuito”.

• Sta di fatto che anche per gli omaggi, i regali, le operazioni a concorso c’è tutta una regolamentazione legale ben precisa da osservare. Bisogna stare molto attenti a non diventare complici.

• Se proprio vuole male a se stesso e a chi sottrae il lavoro, il recensore lo faccia a titolo completamente gratuito.

E occhio! Più che uscirne gratificati, forse siete solo dei gratisfigati.
Professionisti, lavoratori dipendenti, non mettetevi a livello delle vallette che vogliono apparire.
Fate pagare profumatamente la vostra esperienza e prestazione.

aprile 2, 2007 - Posted by | elusione contributi, elusione fiscale

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