Mangox World

Just another way to communicate

UN COCKTAIL PER TUTTI

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Due parti di famiglia
Due parti di azienda
Una parte di professionalità
Una parte di tolleranza
Una spruzzatina di collega
Mezza dose di capoufficio
Tre gocce di savoir faire
Un pizzico di disponibilità
Un tantino di partecipazione
… Servire ben fresco


La sproporzione fra il tempo “vissuto in ditta” e quello dedicato alla famiglia ed a noi stessi ci impone qualche riflessione …
Otto le ore lavorative, un’ora d’intervallo, un’ora per il trasferimento sul posto di lavoro (è chiaro che si tratta di valori medi) ed ecco che ci ritroviamo con almeno nove ore di azienda contrapposte alle fugaci tre ore spese in famiglia per consumare il pasto serale a mo’ di celebrazione di un rito che va sempre più nel dimenticatoio … e le ultime due o tre ore della giornata le spendiamo teleguardando programmi che non sempre ci interessano, per cui è d’uopo telecomandatore per liberarci da immagini, parole, soggetti indesiderati.
Il telecomando è diventato uno strumento fisiologico per tutti noi italiani: nato come meccanismo per conferire comodità ai più pigri, ai teleguardoni e agli indecisi, si è trasformato rapidamente in meccanismo di difesa contro la turbolenta pubblicità delle varie emittenti libere, conferendogli il meraviglioso compito di eliminazione audio o di scanalare qua e là ad interim per evitare la pubblicità che ha interrotto il programma di nostro interesse.
Orbene, questa non vuole essere una critica o una fotografia dell’italiano medio e della società; è semplicemente ha premessa essenziale per trattare un problema maledettamente importante: l’incomunicabilità fra le persone, colleghi in particolare che, esasperata soprattutto dall’abbondanza di teleemittenti, non ha limite. I latini dicevano che, per tenere chete le masse, bisognava elargire con abbondanza “panem et circensis (o circenses ludos)”. Cosa è cambiato? Il pane c’è ancora … e i giochi dell’arena si sono trasformati in valvole di esplosione domenicale (i recenti disordini agli stadi con esiti cruenti ne sono una prova palese).
Ora si direbbe “Panem et Beautiful” oppure “grande Fratello et quiz”.
Ma una differenza sostanziale con i latini c’è ancora: essi erano costretti in qualche modo a commentare, a comunicare … dopo i ludi; noi non parliamo più … nemmeno dopo aver spento il video.
La TV è la nuova colf che, in cambio di un canone annuo, ci esonera dal dedicare del tempo ai figli. Essi sono teleparcheggiati e, di questo passo, finiranno per subire delle mutazioni genetiche alle sedi orbitali: saranno sempre più simili allo schermo TV, sulle carte d’identità sarà scritto in futuro “Segni particolari: occhi da x pollici”.
Ora, sulla base di questi elementi, come si può parlare di comunicazione all’interno dell’azienda dove, alla mancanza di vincoli di sangue o parentela, si aggiunge una naturale tendenza dell’individuo all’autodifesa, che si chiude come un riccio? Dove scaricare colpe e rogne è la regola? Dove fregare humanum est?
Data la sproporzione di cui parlavo all’inizio, fra il tempo speso a casa e quello trascorso con i colleghi, mi sorge il dubbio – forse legittimo – che ben difficilmente si possano scindere i due ambienti, per far sì che essi non siano interdipendenti (chi dice di riuscirci o è bravo o è bugiardo). In altre parole, penso che ci sia una stretta connessione fra le vicende personali e comportamentali che hanno luogo nei due habitat, con notevole ripercussione sulle reazioni e transazioni interpersonali: l’azienda e la famiglia costituiscono un ecosistema: ad ogni azione nell’una (sul o del lavoratore), corrisponde un’azione uguale o contraria nell’altra.

marzo 25, 2007 - Posted by | lavoro, relazioni sociali

2 commenti »

  1. Grazie all’uso a 360 gradi che faccio di Internet, ormai sono anni che non guardo la TV se non per telegiornali o Gran Premio di Formula 1. Alla “passività” e scarsa qualità della televisione (attuale? o di sempre?) preferisco l’interattività delle chat con familiari e amici, sia “reali” che “virtuali”, oltre ai giochi multiplayer, grazie ai quali comunico quotidianamente con persone in tutta Italia. Comunicare è una cosa importante e l’utilizzo intelligente dello strumento Internet ne può favorire lo ……………… L’utilizzo del PC nelle ore di lavoro, se collegato ad Internet, può favorire la comunicazione anche tra marito, moglie, figli etc, distanti molti chilometri ma sempre “vicini” grazie ai programmi di chat. Inoltre ci sono altre forme di scambio di idee come i Forum o i blog, che sono indicate per discutere su un argomento a piacere, sia esso “impegnato” o semplicemente “futile”. Fino a qualche anno fa non si poteva neanche immaginare l’esistenza di tantissime persone che condividono il vostro stesso hobby o la vostra passione, e grazie a Internet, lo scambio di idee è enormemente aumentato, in volume e qualità. I costi di connessione finalmente accessibilli fanno si che tali strumenti informatici, unitamente ad una cultura media, strappano milioni di utenti alla TV. A causa di produzioni “a basso costo” di fiction, realities e simili, si è creato un divario enorme tra TV libere e PAY-TV in termini di qualità. Il mio telecomando ha la forma di un topo, e scelgo io il programma da “vedere”. Se non mi piace nessun programma, allora accendo la TV e mi compiaccio nel non identificarmi nel telespettatore medio: quest’ultimo a mio avviso è costretto a stare seduto ore ed ore davanti alla TVda ignoranza informatica, da teledipendenza cronica e da sottosfruttamento celebrale. Un saluto a tutti. Roberto

    Commento di Roberto | marzo 29, 2007 | Rispondi

  2. Interessante il parallellismo tra panem et circensis dell’antica Roma; in buona sostanza non e’ cambiato nulla il pane e’ sempre caro e i circensis televisivi sono asserviti ai “poteri forti” per controllare e rinco… la plebe, esattamente come nell’antica Roma.
    La TV spazzatura ci riempie le serate di vacuita’ di ogni genere e ci svuota il cervello e il cuore della possibilita’ di pensare, dialogare e amare. La tossico dipendenza da TV e talvolta anche da internet, stanno sotituendo il piacere del dialogo reale dell’incontro, del confronto con la realta’ con le persone in carne ed ossa.
    Temo, caro Mangox, che se va vanti cosi’ questo mondo diventera’ un mondo di zombi, dove tutto e tutti esistono, i vivi e i morti, personaggi veri e quelli fantastici, tutto e il contrario di tutto ma de facto non esistera’ piu’ nessuno.
    Ciao Zomberos

    Commento di Edoardo | aprile 3, 2007 | Rispondi


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