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Bonus/malus o malus/bonus?

Anno 2000

Siamo in parecchi milioni gli italiani ai quali piacerebbe guardare in faccia quel creativo, fantasioso persecutore, assicuratore o qualsiasi altro egli sia che per primo coniò il “bonus/malus“, per chiedergli il sostantivo latino “sottinteso” al quale abbinare i due aggettivi bonus/malus che da tempo massacrano le tasche degli assicurati.
Perché se non sottintende “niente”, avrebbe fatto la solita smargiassata da ignorante che abusa del latino per dare “autorevolezza” ad una proposta che – non poteva essere altrimenti – fu accolta da tutte le Compagnie con ampio favore per proteggersi da noi assicurati, considerati per default una manica di delinquenti pronti a mandare sul lastrico queste pie e benefiche società di assicurazioni, che di “sicuro” hanno solo il loro profitto e che stilano una tonnellata di clausole e codicilli per “scaricarci” quando si verifica l’evento nefasto.

È mai possibile che la cecità sia diventata un fenomeno nazionale e che le regolamentazioni delle assicurazioni, nella fattispecie del bonus/malus, sia addirittura consentito dallo Stato? Che cosa ci sarà sotto sotto…?
L’invenzione del bonus/malus è una perfidia allo stato puro, illogica, punitiva e disonesta per un semplice motivo. Penalizza tutti in modo uguale in partenza, innocenti e non, e “premia” i “buoni”, di anno in anno, concedendo uno sconto con una tariffa migliore a patto che non si facciano incidenti. Non sarebbe più logico ed equo partire da una situazione di innocenza generale e penalizzare solo chi causa incidenti? (non chi ne subisce il danno).
E poi, che vuol dire ereditare la tara della classe di merito? Con un passaggio di proprietà già penalizzante per il costo, per non perdere il periodo di copertura assicurativa pagato, a volte si eredita una situazione “pesante”.
E perché non legare il premio o la classe di merito al guidatore o alla sua patente, anziché al veicolo? Se un balordo ci frega la vettura e fa un incidente, viene penalizzato il derubato che non può nemmeno disdire l’assicurazione fino al ritrovamento, neanche dopo la denuncia al Commissariato di Pubblica Sicurezza.

ETÀ MASCHI FEMMINE
18 – 21 anni +30% +12,3%
21 – 25 anni +15,5% +6%
25 – 29 anni +6% –

Il premio viene legato non all’abilità del guidatore, bensì alla “vita travagliata o tranquilla” della vettura. Ma allora, perché i neo-patentati (dai 18 ai 29 anni) pagano di più? Perché non hanno esperienza. E chi ha quarant’anni di “onorata” patente riceve un premio?
Vista la logica (logica?) applicativa, questo è un malus/bonus, volendo riabusare del latino…
Se è vero quanto si vocifera, il governo darà un’altra bottarella sul malus per scoraggiare coloro che eccellono in incidenti, aumentando le tariffe (e quindi l’imposta) in modo da poter essere degnamente ribattezzata bonus/perfidus. In compenso, ci sarà una riduzione d’imposta di ben 1 punto sull’RC.
È come se un maestro elementare entrasse in classe (ammesso che lo si potesse fare) e dicesse ai suoi alunni… “Bene, quest’anno avrete dieci bacchettate a testa ogni giorno di scuola. Chi si comporterà bene, l’anno prossimo sarà promosso alla classe di merito di nove bacchettate a testa…” Così, di anno in anno, l’alunno modello (come il guidatore modello) riuscirà a beccarsi solo qualche bacchettata.
Che cosa aspetta lo Stato a rendersi unico gestore e garante delle assicurazioni? Visto che l’assicurazione è obbligatoria, non sarebbe opportuno introdurre il monopolio anche sulle assicurazioni? C’è forse qualcuno che dubita che gli statali addetti ai rimborsi diventino superefficienti…
Ora ci illudiamo di chiedere un’offerta ad altra società, per la cui formulazione occorre tuttavia la “classe di merito” della compagnia precedente. Quindi il problema viene solo traslato da una compagnia all’altra.
Si è accennato solo alle automobili. Per il ramo malattie, vita e infortuni, ci sarebbe da scrivere un bel po’…

marzo 24, 2007 - Posted by | assicurazioni, bonus malus, classe di merito, disdetta vietata

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