Mangox World

Just another way to communicate

Quale…qualità

I più accaniti sostenitori di vendita della qualità sono appiattitori acerrimi della stessa quando devono pagarla.

Si è parlato così tanto di qualità che sembra un argomento “scontato”, nel senso di acquisito. Ma in pratica come stanno realmente le cose? Che cosa si è ottenuto con le certificazioni di qualità?
Le società che si sono fatte certificare hanno avuto “ufficialmente” il riconoscimento che occorreva per le normative della Comunità Europea, per la ISO 9000, 9001, 9002 e tutta la serie a venire. Si possono sentire assolte, a posto, conformi agli standard richiesti. Per la certificazione hanno pagato le società in grado di certificare – si spera opportunamente abilitate a farlo. Tutti sono felici e contenti fino a quando non si “inventano” nuovi standard, dettati dalla tecnologia, dalla sicurezza, dall’ecologia, dalle esigenze di uniformarsi alla legislazione dei Paesi che devono acquisire merci e beni.
Per i servizi, dovrebbe valere lo stesso discorso. La certificazione sarebbe gradita, forse anche utile, ma a volte non è richiesta nemmeno l’abilitazione all’esercizio di una professione, o la creazione di un albo. Anzi, pare che la tendenza sia l’abolizione di albi professionali, in taluni casi considerati come lobbies.

E se non vi sono albi, non vi sono nemmeno tariffe precostituite, perché grazie al libero mercato, evviva la svendita… Tale è tristemente diventata la prestazione dei servizi.
Il bello è che questa continua discesa libera dei prezzi dei servizi, eternamente in saldo, viene utilizzata dai clienti che li acquistano solo perché non sanno e non vogliono ridurre i propri costi, ovviamente per non rinunciare ai benefits acquisiti, alle grosse cilindrate della company car ecc.
Se all’interno di una società è necessario risparmiare, lo si fa sulla pelle dei fornitori e basta. La legge della domanda e dell’offerta riguarda solo questa categoria.
Pensate che bello poter offrire la propria candidatura al posto del direttore XY o del responsabile Pinco Palla, dando le stesse performance e chiedendo stipendio, bonus, fringe & benefits inferiori… Non si può forse nemmeno pensarlo, figuriamoci proporlo! Il dipendente è protetto e il risparmio si fa solo sugli esterni, i quali devono restare in balìa degli umori dei committenti, incluse le epidermiche simpatie o antipatie o richieste “velate” o “svelate” di favori che vanno dalle consegne di emergenza, per ieri, a cortesie di carattere personale.
La qualità diventa un optional, troppo spesso.
Eppure tutti – dico tutti – salendo su un volo di linea, concordano nel desiderare che la strumentazione di bordo dell’aereo non sia stata oggetto di negoziazione al ribasso.
Tutti vorrebbero essere operati dal primario o da un chirurgo esperto, che costi di più, anziché da uno alle prime armi. Spesso, chi può paga la sanità privata e non si rivolge a quella pubblica. Chi non ha scelta non può che orientarsi sulle strutture pubbliche. Ci auguriamo che i generi alimentari siano fatti con tutti i crismi, senza frodi e sofisticazioni e diffidiamo automaticamente del prezzo basso.
E l’elenco dei prodotti e dei servizi per i quali la qualità ed un prezzo alto che sottenda un elevato standard della stessa può essere lunghissimo…

Venditore su water

Ma che cosa può costringere l’offerente ad un prezzo basso?
– Una qualità che non c’è, e che l’acquisitore ipocritamente definisce “accettabile”
– La paura… di restare senza lavoro
– L’assenza… di costi
– L’approccio ad un lavoro “nuovo”
– La promozione per l’acquisizione di un cliente
– Una bravura e una velocità di esecuzione da “Superman”
– La disponibilità di un software segreto
– L’esonero dalle tasse o la possibilità/volontà di evaderle
– L’inadempienza dei contributi INPS verso i propri collaboratori free lance spacciati per dipendenti ed operanti presso le strutture del datore di lavoro
– L’errata valutazione del lavoro da eseguire, in tempi e costi
– L’assenza di esperienza
– L’omissione del controllo
– Il desiderio di coincidere con il Terzo Mondo

Con l’Euro, pare che risolveremo tutti i nostri problemi. Con l’UE, pare che tutti non avremo che benefici.
Finora, mi pare che tutto stia andando come prima, anzi peggio. La concentrazione delle multinazionali nell’Europa del centro-nord, che sembra geograficamente la loro collocazione di default, sta facendo ritornare tanti lavori e servizi proprio lì e noi diventiamo sempre più periferici, subsidiaries, praticamente “Africa”. Parlo di stampa, di pubblicità, cataloghi, traduzioni, presentazioni multimediali su CD e molti altri servizi. In verità, visto il potere che hanno i nostri manager locali, si ha l’impressione che essi tornino comodi solo per gestire i magazzini periferici… E poi si parla tanto di cambiamento, di innovazione, di new economy. Se ci si vuole riferire al fenomeno Internet, al grande supermercato elettronico-informatico, che stiamo vivendo, sono d’accordo. È proprio un cambiamento significativo, definibile come la rivoluzione digitale che ha superato quella industriale… Ma ho qualche riserva sulla definizione di new economy quando c’è ancora tanta “vecchia fame” e con un’involuzione dell’economy vigente, non per vetustà o superamento, bensì per “svaccamento” ingiustificato dei prezzi.
Fin quando la new economy contagia gli appassionati della Borsa, che sta diventando la più grossa roulette del mondo, l’unica a farci deconcentrare dalle vincite da sogno del Superenalotto, va ancora bene. I giocatori – che amano definirsi investitori – sono grandi abbastanza per decidere come arricchirsi o andare in malora. Ma quando new economy vuol dire negazione dell’esperienza, della qualità, di regole, qualche riserva diventa inevitabile.

marzo 21, 2007 - Posted by | certificazioni, qualità, servizi vendita

Non c'è ancora nessun commento.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: